Ancora stallo al Senato in Commissione Bilancio (e di conseguenza in Commissione Cultura) per il disegno di legge sulla promozione e il sostegno alla lettura. Per consentire alle commissioni di procedere nell’esame del provvedimento, all’appello manca ancora da settimane la relazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma quali sono i punti su cui la 5a commissione ha chiesto il vaglio del Mef? A quanto apprende AgCult, sono finiti nel mirino dei controllori dei conti la carta della cultura, la modifica alla normativa sugli sconti sui libri, le donazioni librarie e le librerie di qualità.

Quattro punti centrali e qualificanti della legge. Per quanto riguarda la misura della carta della cultura (fortemente voluta dal presidente M5S della VII commissione della Camera Luigi Gallo e sostenuta dal suo partito in sede di approvazione alla Camera), si tratta di “appurare gli effetti sul gettito tributario” dei commi 3,4 e 5 dell’articolo 6 e “le modalità di funzionamento del fondo istituito nello stato di previsione del Mibact”. In particolare, “andrebbe chiarita la portata finanziaria del comma 3, laddove dispone il conferimento al Fondo dei proventi derivanti da donazioni, lasciti o disposizioni testamentarie di soggetti privati” e del comma 4 “che consente alle imprese di destinare al fondo parte del proprio volume di affare, senza effetti ai fini delle imposte sui redditi e sull’IRAP”. 

Sempre in termini di gettito tributario, il Mef dovrà esprimersi sugli effetti dell’articolo 7 che esclude alcune tipologie di donazioni librarie dalla presunzione della cessione ai fini dell’applicazione dell’IVA (una disposizione questa chiesta a gran voce dalla prima firmataria della legge Flavia Piccoli Nardelli, Pd). 

Il Mef dovrà valutare anche la portata finanziaria dell’articolo 8 che interviene sulla disciplina sul prezzo di vendita dei libri e sui tetti massimi di sconto. Un punto su cui librai ed editori indipendenti sono pronti a fare le barricate (per mantenere il testo del ddl così com’è), ma che vede estremamente contraria l’Associazione Italiana degli Editori (AIE). 

Infine, sotto la lente del Ministero dell’Economia e delle Finanze dovrà finire anche l’articolo 9, quello che “al fine di promuovere un ampio pluralismo culturale ed economico nonché di accrescere la qualità della lettura”, istituisce “l'Albo delle librerie di qualità”.

 

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