Riunione nell'agosto del 2017 a Montecitorio con Ascani, Manzi, Narduolo, Piccoli Nardelli e Rampi sul caso che aveva interessato "Farm Cultural Park" di Favara in Sicilia

Tornerà a marzo alla Camera il tema delle imprese culturali e creative. È stata calendarizzata infatti dalla commissione cultura di Montecitorio la proposta di legge per la promozione delle ICC. Si tratta di un ritorno nel medesimo ramo del Parlamento che a settembre 2017 aveva approvato (senza alcun voto contrario) lo stesso provvedimento che poi, tuttavia, era rimasto parcheggiato al Senato fino alla fine della legislatura. Nella Manovra 2018 poi venne inserito al fotofinish un comma che inseriva la definizione di impresa culturale e creativa istituendo un fondo per il tax credit. I decreti attuativi non furono mai adottati dal governo giallo-verde e tutto finì in un nulla di fatto.

A luglio 2018, l’attuale viceministra all’Istruzione, aveva ripresentato la sua pdl e ora, con il ritorno di Dario Franceschini al Collegio Romano, per la proposta Ascani le possibilità di vedere la luce sono aumentate considerevolmente. “Ne abbiamo parlato col ministro che è molto convinto, tanto che vorrebbe addirittura accompagnare un’iniziativa del governo a quella del Parlamento”, ha confidato Anna Ascani ad AgCult a margine dei lavori parlamentari alla Camera. Effettivamente, il governo, in sede di nota di aggiornamento al Def, aveva già annunciato l’intenzione di presentare un ddl collegato alla Manovra proprio sulle industrie culturali e creative. “Ora - ha aggiunto Ascani - in Parlamento si metteranno d’accordo sullo strumento legislativo più adeguato”. 

Quella della Ascani è una proposta di legge che viene da lontano e - come lei stessa ammette - andrà un po’ corretta, aggiornata rispetto a quello che si è mosso nel frattempo. Pronti a collaborare a una nuova stesura del testo sono anche i soggetti riuniti sotto il cappello di ArtLab, la rete che già nel 2017 diede un apporto significativo nel mettere a punto il provvedimento discusso allora in Parlamento. 

Ora però bisognerà capire gli equilibri tra i gruppi in Parlamento anche se la convergenza dovrebbe essere ampia. “I Cinquestelle sono sempre stati d’accordo - ha spiegato Ascani -, anche nella legislatura passata dove tra noi e loro non c’era convergenza su nulla: sulla necessità di una legge sulle imprese culturali e creative erano invece d’accordo e, anzi, volevano che si corresse. Ora che stiamo al governo insieme c’è un motivo in più per procedere uniti e rapidi. Attendiamo di capire quale strumento il ministro reputerà più adatto. Sono ottimista, molto più che in passato. L’altra volta eravamo arrivati in ritardo a fine legislatura. Ora lo facciamo in una fase in cui stiamo cercando di rilanciare una legislatura. Siamo all’inizio di una nuova fase per cui ci sarebbe il tempo e il modo per farlo, essendo un tema unificante dovrebbe essere un punto su cui insistere da entrambe le parti”.

 

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