Nessuna partecipazione pubblica da razionalizzare nell’ambito del Ministero per i Beni culturali. Come nel 2018 e nel 2019, infatti, non risulta rientrare nel piano di razionalizzazione l’unica partecipazione detenuta dal Ministero: quella in ALES – Arte e Lavoro e Servizi S.p.a. di cui il Ministero è unico azionista.

Così è stabilito nel decreto di razionalizzazione approvato dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in attuazione della razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche prevista dal decreto legislativo n. 175 del 2016 recante “Testo unico in materia di società  partecipazione pubblica”.

Il Testo unico stabilisce l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di procedere annualmente ad un’analisi dell’assetto delle società in cui esse detengono partecipazioni, dirette o indirette. L’analisi porta l’amministrazione a stabilire la razionalizzazione, fusione o soppressione delle società indicate nella relazione che consegue alla ricognizione. 

IL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE

Finalità del Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica è l’efficiente “gestione della partecipazioni pubbliche, a tutela e promozione della concorrenza e del mercato, nonché alla razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica”. 

È proprio a tal fine che il Testo Unico stabilisce l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di procedere annualmente ad un’analisi dell’assetto delle società in cui detengono partecipazioni. L’analisi porta l’amministrazione a stabilire la loro razionalizzazione, fusione o soppressione delle società indicate. Questo processo deve essere effettuato entro il 31 dicembre di ogni anno ed accompagnato da una relazione nella quale si specificano le modalità e i tempi di attuazione della fusione, soppressione, liquidazione o cessione delle società oggetto del processo di razionalizzazione.

 

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