Nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo dei Priori di Volterra è stata presentata alla comunità la candidatura di “Volterra Capitale Italiana della Cultura 2021”. Con i suoi circa 10mila abitanti, è uno dei comuni più piccoli a presentare la candidatura. "Siamo una città unica" ha affermato il sindaco Giacomo Santi: "La nostra unicità storica deve servirci per proiettarci nel futuro e guardare avanti. Vogliamo essere un modello di comunità, un esempio di sperimentazione e un punto di riferimento per la rinascita dell’Italia e dei Comuni".

Alla candidatura di Volterra a Capitale Italiana della Cultura 2021 hanno infatti aderito 26 Comuni del territorio compreso tra Pisa, Livorno e Siena. "Vogliamo avviare un percorso che riguarda la città e anche il territorio - Ha spiegato Ledo Prato, direttore del Piano strategico di Volterra Capitale Italiana della Cultura 2021 -. La candidatura non deve restare un fatto isolato, e dovrà già possedere i primi elementi che mostrino come sarà Volterra nel 2030, in vista dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile approvata dalle Nazioni Unite. Come il colibrì, l’uccello più piccolo del mondo fondamentale per la salute dell’intero pianeta, sono i piccoli che fanno grande il mondo e noi ci vogliamo provare insieme".

Ha confermato Paolo Verri, direttore della candidatura di Volterra Capitale Italiana della Cultura 2021: "Quella di Volterra è una candidatura non solo di una città, ma di un territorio. Bisogna combattere l’invidia, per generare fiducia applicando coraggio alle sfide che si hanno davanti. La candidatura è una maratona: non vince chi parte per primo, ma chi ha il coraggio di portare avanti idee forti".

Il tema intorno a cui si sviluppa la candidatura è quello della “Ri-generazione umana”, caratteristica della storia novecentesca della città. Con la premessa della sostenibilità e dell’accessibilità come metodo di lavoro, i punti chiave che costituiranno l’anima del dossier di candidatura sono:

  • Volterra storica, la storia della città, a partire dalle sue origini etrusche e in relazione alla contemporaneità
  • Volterra inclusiva, dal teatro-carcere all’ex ospedale psichiatrico, alla fitta rete di associazioni che caratterizzano la città
  • Volterra internazionale, i progetti per una città globale e glocale
  • Volterra digitale, per uno sviluppo del patrimonio in chiave digitale
  • Volterra innovativa, la città in chiave scientifica e tecnologica
  • Volterra folle, le idee per una città che ha fatto dell’analisi della pazzia e della diversità un motivo di inclusione
  • Volterra che cura, aperta ai bisogni di tutti
  • Volterritorio, una città che guarda non solo a se stessa, ma a tutto il territorio
 

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