Dopo una prima fase di consolidamento, la Regione Lazio e il Ministero dell’Istruzione, con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero per i Beni culturali, avviano la seconda fase del Distretto Tecnologico per le nuove tecnologie applicate ai beni e alle attività culturali. L’intento di valorizzare le competenze e le tecnologie dedicate alla tutela e alla fruizione dei beni culturali ed alle attività dello stesso tipo continua infatti con la pubblicazione, da parte della Regione Lazio di un invito a presentare progetti riservato al Centro di Eccellenza ma aperto a soggetti esterni.

Tra i soggetti esterni che il progetto vuole coinvolgere ci sono imprese e istituti e luoghi della Cultura del Lazio interessati ad innovarsi, persone e datori di lavoro ma Università o centri di Ricerca, anche stranieri, che intendano collaborare a specifici progetti di Ricerca Sviluppo ed Innovazione (RSI) o ad attività didattica e formativa anche di carattere innovativo e internazionale.

Tramite il proprio sito, il Centro di Eccellenza solleciterà la partecipazione di una platea di beneficiari, partecipanti e partner al fine di presentare la progettualità prevista dall’Invito a Lazio Innova che saranno finanziati privilegiando progetti in cui la mobilitazione dei soggetti esterni e rilevante ed indice della validità degli stessi. I progetti potranno essere di due tipi: progetti per il capitale umano e progetti RSI.

Nel primo caso i termini per la presentazione delle progettualità sono dal 31 gennaio al 28 febbraio 2020 mentre nel secondo caso il riferimento è il periodo dal 28 febbraio al 31 marzo 2020.

PROGETTI E FINANZIAMENTI

I Progetti RSI devono presentare un costo minimo di 100 mila euro e possono avere un contributo massimo di 200 mila euro. Tali progetti non possono durare più di 18 mesi e devono prevedere la partecipazione di almeno quattro ricercatori del Centro di Eccellenza dipendenti di almeno due dei partner fondatori. Sono favoriti i progetti riguardanti lo sviluppo sperimentale e che possono produrre impatti economici rilevanti per le imprese che vi partecipano.

In questo caso, obbligatoria è la partecipazione di soggetti esterni, nella misura minima del 20% dei costi. Nel caso si tratti di imprese del Lazio è previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto sui costi, nella misura massima prevista dalla normativa sugli Aiuti di Stato.

I Progetti per il Capitale Umano possono essere master di I o II livello, corsi di alta formazione (CAF), di apprendimento permanente (CAP) o onilne. La quota più significativa di dotazione finanziaria è riservata a modalità di formazione innovative che si ispirino alle migliori pratiche internazionali.

Importante premialità, nel caso di questo genere di progetti, è riconosciuta alla presenza di collaborazioni con Università straniere “che possono contribuire a far diventare il Centro di Eccellenza un punto di riferimento internazionale per lo sviluppo delle competenze dedicate alla tutela e alla fruizione dei beni culturali ed alle attività culturali”.

LE ORIGINI DEL PROGETTO

Nel 2008 venne sottoscritto un Accordo di Programma Quadro tra Regione Lazio, Miur, Mibact e Mise in cui veniva stabilito un piano per l’attivazione di vari Distretti tecnologici tra cui quello del Lazio. Dopo una serie di rallentamenti e di successive integrazioni al programma, nel 2013 vennero stanziati ulteriori 41,7 milioni di euro, coperti in parte dalla Regione Lazio e in parte dal Miur per dare nuovo impulso al Distretto tecnologico. 

Dal 2013 si cominciò a lavorare alla realizzazione di un Centro d’Eccellenza. A inizio 2015 la pro rettrice della Sapienza Maria Sabrina Sarto assunse il ruolo di coordinatore del gruppo di lavoro. Piano piano venne allargata la rete delle competenze e venne fatto un censimento dei laboratori d’eccellenza della regione. Nel 2015 fu sottoscritto un protocollo d’intesa tra le 5 università statali del Lazio, CNR, CNA e poi ENEA, CNR, MIBACT-DG Formazione & Ricerca al fine di promuovere e sostenere la collaborazione del mondo della ricerca nel settore dei beni culturali con il mondo delle PMI e delle micro-imprese, definendo un progetto di attuazione del DTC-Lazio in attesa del bando di avvio del Centro di eccellenza.

Nel novembre del 2016 venne pubblicato il Piano di attuazione dell’APQ per il Distretto tecnologico con il piano degli interventi. Successivamente fu pubblicato il bando per il primo intervento relativo alla costituzione del centro di eccellenza per il quale venivano stanziati 6 milioni di euro. Il progetto che ha vinto il bando e che è stato approvato si svolgerà in due fasi: la prima della durata di 18 mesi, finanziata con 1,5 milioni di euro, e una seconda fase con i 4,5 milioni di euro restanti.

Nell’ambito della strategia che punta al potenziamento della capacità del sistema economico e della ricerca del Lazio, a partire da settembre 2017, sono state individuate unità di ricerca e laboratori a cui riconoscere identità e autonomia, anche organizzativa, nello sviluppare “una propria originale e distinguibile offerta di ricerca e formativa”.

Questa entità si è costituita come associazione (Centro di Eccellenza – DTC Lazio) e opera come ATS con capofila L’Università La Sapienza. Partner sono le Università Tor Vergata, Roma Tre, Tuscia e Cassino e Lazio Meridionale, il CNR, l’ENEA e l’INFN.
Il Centro è stato presentato nel 2018 presentandosi da subito come una grande occasione per le risorse messe in campo (41,7 milioni di euro), per gli obiettivi che si propone e per l’eccellenza dei partner coinvolti. 

Nella fase di costituzione, è emerso quanto esso avrebbe operato su tre livelli: quello della formazione, quello della ricerca e quello del trasferimento tecnologico che ha evidenti connessioni con l’attività di ricerca. 

 

Articoli correlati