Photo: copyright Fondazione di Messina

“Esistono cose essenziali per la vita umana. La cura rientra nell’ordine delle cose essenziali, perché per dare forma al nostro essere possibile dobbiamo avere cura di noi, degli altri, del mondo. Il nostro modo di stare con gli altri nel mondo è intimamente connesso con la cura che abbiamo ricevuto e con le azioni di cura che mettiamo in atto. Siamo quello che facciamo e quello di cui abbiamo cura”.

Luigina Mortari, Filosofia della cura (2015)

La Fondazione di comunità di Messina nasce nel 2010 dall’esperienza di un ecosistema generativo di realtà messinesi sorte tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000. È la storia di un’aggregazione di cooperative, fondazioni e imprese che diventano protagoniste di un progetto visionario di innovazione e sperimentazione a livello sociale ed economico, in un contesto tra i più problematici a livello nazionale, per l’estrema sperequazione nella distribuzione della ricchezza, una forte iniquità spaziale, un livello di emergenza abitativa tra i più alti d’Europa (circa 1.500 famiglie vivono nelle baracche), disagio abitativo strutturale, forte degrado urbano, sociale e culturale, in una provincia che è tuttavia tra le più verdi d’Italia (Giunta, 2019). Grazie a una dotazione di capitale da parte dei soci fondatori e di Fondazione Con il Sud, ha preso così avvio una delle esperienze di fondazione di comunità più significative nel panorama italiano e internazionale. Sperimentazione di policy di sviluppo umano e territoriale innovative e di lungo periodo in un territorio estremamente fragile e complesso, ben oltre la logica dell’erogazione, abbracciando l’approccio delle capabilities di Amartya Sen e dell’economia civile per la progettazione di un futuro altro. Un intervento straordinariamente fecondo, in cui la cultura si nutre dell’altro e dell’altrove e si fa processo di capacitazione.

Ne abbiamo parlato con Massimo Barilla, responsabile attività culturali e archivi della Fondazione Horcynus Orca, socio fondatore e membro della fondazione di comunità.

L’ECOSISTEMA

La Fondazione viene costituita mettendo a sistema e includendo come soci fondatori realtà locali quali Ecos-Med Società Cooperativa Sociale Onlus, Fondazione Horcynus Orca, Fondazione Antiusura Pino Puglisi Onlus, Consorzio Sol.E. Società Cooperativa Sociale Onlus, e altre istituzioni locali e nazionali quali AUSL5 di Messina, Parsec Consortium, Associazione Culturale Pediatri, Confindustria Messina, Gruppo Banca Popolare Etica. Per la sua natura composita, la Fondazione si compone di diversi luoghi, quali il Parco Sociale di Forte Petrazza e il Parco Horcynus Orca, nati da un processo di rigenerazione di beni confiscati alla mafia che fungevano da discariche di rifiuti abusivi, e il Palazzo Biscari a Mirabella Imbaccari, ricevuto in donazione.

Un’infrastrutturazione che ha comportato la nascita di un distretto sociale evoluto, costituito dai vari cluster fondatori e da altri attori locali, e la costituzione di un'agenzia di sviluppo che, attraverso azioni concrete, promuove l'economia sociale e solidale, oltre ad aver creato un Gruppo europeo di economia civile a supporto della Fondazione e del distretto. Un sistema coeso in cui le singole componenti concorrono all’obiettivo comune del welfare di comunità, in un fertile scambio di competenze e di visioni.

La Fondazione ha avviato numerosi partenariati nazionali e internazionali con reti, università, fondazioni, enti pubblici e in particolare, a livello strategico, con SEFEA (Società Europea delle Finanziarie e delle Banche Etiche ed Alternative), REVES (principale rete europea per la promozione dell’economia sociale e solidale), Assifero, Caritas Italiana, Banca Etica, Libera, Rete degli Archivi per non Dimenticare, Contratto di Rete – RES INT; a livello solidale, la Fondazione ha intrapreso forme di venture philanthropy, attuate con la partecipazione del Fondo Microcredito Siciliano, sostenendo la rinascita dell’ormai celebre Birrificio Messina s.c., ma anche Bioturismo s.c., All inclusive coop. soc., Fuori Onda coop. soc., FSC group coop. soc.

Da singoli partenariati sono poi state create nuove realtà che concorrono al raggiungimento degli obiettivi della Fondazione: la società Solidarity and Energy SpA, nata da una partnership tra la Fondazione e SEFEA, per l’attuazione di programmi di social green economy; la cooperativa MECC-Microcredito per l’Economia Civile e di Comunione, istituita in collaborazione con il Movimento Italiano dell’Economia di Comunione e con il Movimento della Finanza Etica Europea per la gestione del fondo per il microcredito della Fondazione; la Scuola Euro-Mediterranea di Economia Etica, di Bellezza e di Pace (SEMER), che propone percorsi di formazione sui temi del welfare di comunità e dell’economia civile, ma anche una Summer School in conservazione e restauro dell’arte contemporanea, in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, la Fondazione Guggenheim e la Fondazione Horcynus Orca.

SETTORI E MODALITÀ DI INTERVENTO

Green economy, housing sociale, cura neonatale, recupero del patrimonio e produzione culturale, educazione, ricerca, residenze artistiche, sono molteplici gli ambiti di intervento della Fondazione. E non potrebbe essere diversamente per un attore che intende contribuire allo sviluppo umano ed economico della propria comunità di riferimento.

“Luce e libertà” è uno dei primi progetti promossi dalla Fondazione, un percorso ventennale di inclusione sociale e lavorativa mirato a rendere progressivamente autonomi 56 ex internati dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto. Esperienza che è stata recentemente raccontata nel film-documentario “Primula Rossa”, attualmente in concorso nella categoria Film Italiano per l’edizione 2020 dei David di Donatello, ispirato alla vera storia di Ezio Rossi, ex terrorista dei NAP (Nuclei Armati Proletari), tra i partecipanti al percorso. Il film è prodotto da Fondazione di Comunità di Messina O.N.L.U.S., Radical Plans, Fondazione Horcynus Orca e Soc. Coop. Soc. Ecosmed.

Pionieristica l’esperienza del parco fotovoltaico diffuso tra Sicilia e Calabria, creato della Fondazione con un investimento di circa 6 milioni di euro, tra il 2010 e il 2013, destinati alla creazione di un parco di energie rinnovabili dal sole, dal mare e dal vento, con anche un prototipo per la produzione di energia pulita dalle correnti marine. Il progetto prevede che i partner, ovvero famiglie, organizzazioni e istituzioni, siano beneficiari dell’energia prodotta e che il conto energia venga ceduto a titolo di liberalità alla Fondazione che lo investe nella realizzazione dei propri progetti. Altro progetto di lungo periodo, “Primi Passi”, relativo alla cura neonatale, attivato nel problematico quartiere di Camaro in collaborazione con Comune di Messina, Caritas Italiana, Caritas diocesana, l’Associazione Culturale Pediatri-sezione messinese e le parrocchie locali. Negli ultimi anni, la Fondazione si è impegnata anche nell’ambito della povertà educativa, in particolare attraverso i progetti Batti il Cinque ed Ecologia Integrale per i diritti dell’infanzia, selezionati dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e realizzati in collaborazione con una rete di diverse fondazioni di comunità italiane e partner nazionali.

Un articolato programma di strategie e di azioni, che prevede anche innovazioni tecnologiche, brevetti industriali e delle sperimentazioni a livello di rigenerazione sociale, ad esempio con il progetto “Capacity”, articolato in 7 progetti di ricerca-azione per la riqualificazione urbana delle periferie sud di Messina. Ed è proprio a valle di uno di questi progetti di ricerca realizzato con un network internazionale, a cui ha partecipato anche il MIT di Boston, che la Fondazione ha avviato un progetto di housing sociale, andando a sanare la precarietà e l’abusivismo delle situazioni abitative ancora conseguenti al terremoto di Messina del 1908, con il supporto di Fondazione Con il Sud e Fondazione Cariplo.

“All’interno delle policy in gran parte autofinanziate dalla fondazione di comunità, quindi con una forte componente di investimento diretto, i progetti che possono essere attivati con risorse diverse non vengono visti come degli interventi spot ma vengono calati all’interno del contesto e diventano acceleratori del processo in qualche modo o comunque come elementi visti in maniera sistemica” afferma Massimo Barilla. Innovativa anche negli strumenti di intervento e di sostegno, la Fondazione ha istituito tre fondi: il pionieristico fondo di garanzia denominato Microcredito Siciliano, destinato a micro, piccole e medie imprese con sede legale e unità produttiva nel territorio della regione Sicilia che abbiano difficoltà di accesso al credito tradizionale per mancanza di garanzie reali o per insufficiente storico creditizio; il Fondo Barcellona dedicato esclusivamente alla città di Barcellona Pozzo di Gotto, in collaborazione con l’artista Emilio Isgrò e il Comune; il Fondo dedicato alla comunità di Mirabella Imbaccari per la creazione di un polo formativo europeo sull’economa civile e l’avvio di start up internazionali presso Palazzo Biscari. Un’attenzione particolare è rivolta alla sostenibilità dei progetti e delle policy: “È molto più facile avere relazioni e contaminare verso una direzione feconda anche gli altri stakeholder del territorio se si ha la capacità di portare avanti percorsi e progetti anche autonomamente. Nel momento in cui anche lo stakeholder esterno comprende questo diventa più facile portarlo all’interno del percorso e contaminare percorsi esterni. Si diventa così anche attrattori di politiche pubbliche”, dichiara Massimo Barilla.

L’ANIMA CULTURALE: LA FONDAZIONE HORCYNUS ORCA

Tra i soci fondatori e attiva dai primi anni 2000, la Fondazione Horcynus Orca è l’anima culturale della Fondazione di comunità messinese. Nasce quale ente gestore dell’omonimo parco a carattere interdisciplinare, che si compone del complesso monumentale di Capo Peloro − restaurato e rifunzionalizzato dalla Fondazione e che dal 2015 ospita anche il MACHO-Museo d’Arte Contemporanea Horcynus Orca − e della piattaforma marina Kobold (fra i primi prototipi al mondo per la produzione di energia dalle correnti marine), a cui si aggiungono altre sedi a Scilla (Castello medievale dei Ruffo e l’ex stazione ferroviaria) e Reggio Calabria (Teatro Politeama Siracusa). “Nasciamo come parco letterario con l’idea di utilizzare il romanzo di Stefano D’Arrigo “Horcynus Orca”, un’epopea contemporanea ambientata sullo Stretto, non a scopo celebrativo ma come cartina di tornasole di un territorio stratificato come pochi al mondo, in cui le emergenze ambientali, l’antropologia e ovviamente il mito della letteratura sono tra di loro molto compenetrati. Quindi l’idea non è semplicemente di rendere omaggio al romanzo e all’autore, ma di creare un piccolo sistema di sviluppo culturale e territoriale che rimetta in movimento questi elementi e li renda produttivi. Dal progetto culturale nasce poi il progetto scientifico, legato alle emergenze straordinarie dello Stretto, che diventa poi anche innovazione scientifica, penso ad esempio a tutte le sperimentazioni realizzate sulle energie del mare. Tutto questo viene sempre trattato in maniera non compartimentale, ad esempio la narrazione scientifica torna a essere elemento della narrazione culturale e viceversa. (…) Parallelamente alla valorizzazione dell’area dello Stretto nelle sue unicità, la Fondazione Horcynus Orca ha lavorato al recupero della centralità dello Stretto nell’ambito mediterraneo, perché è vero che lo Stretto è il baricentro fisico del Mediterraneo, ma storicamente è sempre stato crocevia in cui popoli si sono incontrati e confrontati. Recuperare anche questa capacità di relazione feconda tra le sponde del Mediterraneo è stato poi il lavoro che ci ha caratterizzato” dichiara Massimo Barilla.

Istituita grazie alla relazione tra enti di ricerca, imprese responsabili a livello sociale e ambientale e attori del terzo settore, la Fondazione comprende una molteplicità di competenze e ha quali principali ambiti di intervento il polo delle culture mediterranee, il Centro Internazionale sulle Scienze e le Tecnologie Marine ed Ambientali (sotto l’egida delle principali Agenzie dell’ONU) e il polo di divulgazione scientifica e del turismo culturale ed educativo. Opera in tutti i campi dell’arte e con diverse modalità, dalla produzione culturale alla formazione.

“In un territorio fortemente deprivato dal punto di vista economico e culturale, che vive un’economia non limpida e in cui l’accesso alla cultura è molto limitato, abbiamo stratificato in vent’anni elementi visibili e concreti. (…) Ad esempio, noi facciamo un percorso di ricerca sull’arte contemporanea, dal basso, andando nei territori, cercando di capire quali sono gli artisti che hanno le potenzialità per essere riconosciuti a livello internazionale ma non hanno i canali per poterlo fare. È un lavoro di relazione, organizziamo residenze d’artista, invitiamo artisti. Tutto questo ha portato alla creazione di un museo di arte contemporanea che ci è invidiato anche dai grandi musei. Abbiamo ormai artisti che dopo essere passati da noi sono stati riconosciuti a livello internazionale e sono presenti nei più importanti musei del mondo. E tutto questo è stato realizzato senza nessun investimento economico, è il frutto di un lavoro di relazione e di networking con gli artisti e con le realtà culturali. Il museo tra l’altro ha sede in un complesso monumentale importantissimo, basato su un faro romano scoperto grazie ai nostri lavori di restauro (…). In quel luogo dalla storia importantissima si innesta ora la contemporaneità, con un museo che guarda avanti e guarda al Mediterraneo. Accanto al museo si è stratificato anche un archivio di videoarte e cinematografia del Mediterraneo, con 500 titoli di cui molti in esclusiva a livello europeo grazie alla nostra attività di ricerca. Si stratificano degli elementi concreti e tangibili, che sono punti di partenza per il nostro lavoro di ricaduta educativa sul territorio, ma anche per il turismo culturale. Passano da noi circa 10.000 studenti all’anno che partecipano a percorsi di approfondimento su questi temi. Un sistema che, da un lato, si stratifica e, dall’altro, prova a generare delle politiche territoriali” afferma Massimo Barilla.

PER UNA CULTURA INCLUSIVA E GENERATIVA

“Le estetiche sono elementi del linguaggio che prima di ogni altro, in maniera anticipatoria, riescono a interpretare le vicende dei popoli. Ad esempio, lavorando da tempo sull’arte contemporanea araba, non siamo stati sorpresi davanti alle rivoluzioni della Primavera araba, questo fermento noi lo constatavamo già da anni. Il nostro approccio alla cultura e all’arte è anche in funzione di una coscienza, l’accesso alla cultura e all’arte è fondamentale nella capacità delle persone di leggere il presente e grazie a questa consapevolezza essere in grado di diventare operativi. Ma c’è anche un terzo elemento, ovvero il ruolo della cultura nello sviluppo territoriale, umano ed economico. Attraverso i nostri percorsi cerchiamo di far crescere questi elementi, e di far sì che siano rispondenti anche agli obiettivi generali del distretto che sono il welfare di comunità” dichiara Massimo Barilla.

La Fondazione di comunità si è impegnata nel recupero di elementi del patrimonio culturale, tra cui le Terme di San Calogero di Lipari, il Padiglione Epigrafico del Museo Archeologico Regionale Bernabò Brea di Lipari, il Teatro Siracusa di Reggio Calabria e Palazzo Biscari a Mirabella Imbaccari con la sua quadreria e collezione di ceramiche antiche e merletti di pizzo a tombolo. Non manca l’attenzione alle innovazioni tecnologiche applicate al settore culturale, con la realizzazione di un impianto di emissione interattivo e multicanale a supporto di una sala immersiva (ricoperta di videoproiezione) unica in Italia, insieme a quella delle OGR di Torino, collocata nel complesso monumentale di Capo Peloro, presso il Parco Horcynus Orca. Rientra negli ambiti di intervento della Fondazione anche la produzione culturale e una particolare attenzione alla narrazione: “Fin dall’origine l’idea è quella di utilizzare narrazioni calde di quello che si fa non per documentare e rendere visibile quello che facciamo, ma per l’approccio stesso, è il coinvolgimento delle persone, anche dei più deboli, all’interno di questi processi, renderli capaci anche di raccontarsi. Capire il valore della propria storia diventa uno strumento di lavoro nel processo di liberazione” sostiene Massimo Barilla. “Tutte le nostre produzioni teatrali sono indirizzate verso l’impegno civile, verso la capacità di raccontare la contemporaneità e di andare a rendere evidenti alcuni elementi della nostra storia”.

Tra i maggiori progetti promossi dalla Fondazione di comunità in collaborazione con la Fondazione Horcynus Orca, il Festival Horcynus Orca, iniziativa che consente il confronto tra i vari percorsi di ricerca avviati sui temi dell’economia solidale, della finanza etica, delle produzioni estetiche del Mediterraneo. Dal 2018, il festival si articola in tre sezioni: Horcynus Lab, Horcynus Edu e Horcynus Social Festival, volte a massimizzare la dimensione internazionale e l’impatto educativo e sociale delle sperimentazioni e dei progetti realizzati. Tra i progetti in cantiere, “un sistema di offerta educativa che valorizzi tutti i nostri siti e tutte le nostre ricerche in ambito scientifico, educativo e culturale in funzione educativa, che si chiamerà “I parchi della bellezza e della scienza”, un marchio che stiamo registrando e che compone questo sistema di offerta educativa complesso su tutti i territori che gestiamo e in tutti gli ambiti” racconta Massimo Barilla.

Un’esperienza fortemente generativa, che abita la complessità con una straordinaria capacità di tessere e riconnettere le trame dello sviluppo, radicata nelle peculiarità e nelle fragilità locali ma allo stesso tempo capace di intercettare opportunità e avviare collaborazioni in contesti internazionali. “La sfida ora è continuare a pensare in maniera complessa e provare a rendere fecondo il modello in altri contesti e territori. Tant’è che la fondazione ha già deliberato di trasformarsi in fondazione dei territori e delle periferie del mondo e sta provando ad avviare delle sperimentazioni in territori lontani come Cuba e Iraq”. Tra le condizioni fondamentali, “Occorrono una grande regia, una grande visione, una conoscenza dei sistemi economici ma anche la capacità di attrazione e di trattenere talenti e intelligenze, creativi e non solo. In questi anni questo modello ha funzionato ed è molto affascinante perché è stato in grado di trattenere e attrarre anche da fuori talenti che, affascinati da questo tentativo, si sono messi in gioco in questo percorso” afferma Massimo Barilla. Le visioni, i modelli di sviluppo, la cultura, ovvero quel prendersi cura di cui le comunità hanno tremendamente bisogno.

SITOGRAFIA

http://www.fdcmessina.org/

Giunta G., Leone L., (2019). Riqualificazione urbana e lotta alle diseguaglianze. L’approccio delle capacitazioni per la valutazione di impatto del programma messinese, Messina, Fondazione Horcynus Orca. ISBN 978-88-98973-04-0

Disponibile al link: http://www.fdcmessina.org/wp-content/uploads/2020/01/Riqualificazione-urbana-e-lotta-alle-diseguaglianze.pdf

Messina Community Foundation Fully Embraces the SDGs

https://www.communityfoundations.eu/community-foundations-in-europe/views-from-the-field.html

ABSTRACT

Fondazione di Comunità di Messina was established in 2010 as a multi-stakeholder agent made up of a cluster of already existing foundations and cooperatives, with the aim to promote community and human development. The foundation implements innovative policies in different sectors, among which green economy, social housing, education, culture and research. In the years, the foundation has been developing partnerships both at the national and international level, carrying out research projects, providing financial instruments and experimenting economically sustainable models. Among its founders and partners, the Horcynus Orca foundation is responsible for cultural and research projects, also as regards contemporary art in the Mediterranean area; it hosts the Horcynus Orca Museum of Contemporary art, as well as a video and film archive, and it promotes the Horcynus orca Festival, in partnership with the community foundation.

 

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