Dalla cura del patrimonio storico e archeologico (50 milioni di euro impegnati per interventi tra 2016 e il 2020) ai luoghi investiti dalla programmazione culturale (quintuplicati dal 2015 al 2018) fino ad arrivare alla MIC, la card dei Musei Civici (oltre 90mila vendute il primo anno). Luca Bergamo, vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale, fa un bilancio di quello che la Capitale ha fatto per la cultura, pubblicando su Facebook alcuni “numeri e fatti che parlano di tre anni e mezzo di mandato”. Nel bilancio c’è anche “l’offerta di cultura delle istituzioni di Roma Capitale alla città: 22mila gli appuntamenti per oltre 8 milioni di presenze (2018)” e i numeri sui “fondi dei bandi per progetti indipendenti: da 1,5 a 3,5 milioni di euro/anno (raddoppiati in tre anni)”. Ci sono poi gli spazi pubblici per la cultura: “riaperti il Nuovo Cinema Aquila, Centro Elsa Morante, villa Farinacci, le biblioteche Giovenale e Raffaello; nuova biblioteca Laurentina, nuova vita per Palazzo Braschi, bandi triennali per teatro Quarticciolo (riaperto), Tor Bella Monaca, villa Pamphilj, teatro del Lido a Ostia”. Nasce poi una “nuova tradizione per il Capodanno: 24 ore di arte e spettacolo, con 1000 artisti su 70mila mq per 300mila presenze”. Nel bilancio si ricorda anche il biglietto integrato, grazie al quale si “uniscono” Foro Romano e Fori Imperiali e i grandi festival che con il sostegno di Roma Capitale “crescono e hanno successo: Festival delle Scienze, Festa del Cinema, RomaEuropa Festival, Economia Come, PLPL”.

“Numeri e fatti – spiega Bergamo – che sono significativi ma da soli non riescono a raccontare la ricchezza dei risultati ottenuti, la profondità delle innovazioni introdotte, le ragioni delle scelte fatte, né le difficoltà incontrate. Soprattutto non possono raccontare ciò che lega un fatto all’altro e come ogni fatto contribuisca a un disegno unitario, né l’enorme crescita delle collaborazioni tra i diversi attori del sistema culturale pubblico e indipendente o la qualità di quanto proposto, e l’ampiezza dello spettro delle attività. Ciò nonostante danno una misura di alcuni fenomeni e sottolineano fatti emblematici”. “Sono il risultato del lavoro di tanti che ringrazio, a partire dalla Sindaca Virginia Raggi per avermi conferito l’incarico, passando per i miei collaboratori, gli uffici del Comune e le nostre istituzioni culturali, per finire con gli operatori privati, indipendenti e i cittadini che ne sono protagonisti. Spero servano a stimolare la curiosità di saperne di più”, conclude il vicesindaco ricordando che nel 2016 “abbiamo chiamato l’assessorato che dirigo 'Crescita Culturale’ e non ‘Politiche Culturali’, per sottolineare che il primo obiettivo è accrescere le opportunità di partecipare alla vita culturale in tutta la città, non solo dove si è concentrata nel tempo, cioè nel centro storico. Questa è la direzione che indica la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo all'articolo 27, questo è il senso degli articoli 3 e 9 della nostra Costituzione e questi sono i riferimenti che hanno orientato tutte le attività promosse in questi anni”.

 

Articoli correlati