È online la procedura di gara per l’affidamento dei lavori di restauro della sede dei “Frari” dell’Archivio di Stato di Venezia, situata nel vasto complesso architettonico del Convento annesso alla Chiesa di S. Maria Gloriosa dei Frari. La gara, del valore di quasi 1,3 milioni di euro, è gestita da Invitalia che opera in qualità di Centrale di Committenza per il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Per presentare le offerte c’è tempo fino al 3 marzo 2020.

I lavori di restauro e riqualificazione riguardano i seguenti spazi:

  • l’insieme degli ambienti delle ex cucine e la chiostrina adiacente, dove sono presenti importanti elementi architettonici caratterizzanti le più antiche fasi conventuali;
  • il refettorio d’inverno e due locali adiacenti situati nel corpo di fabbrica che separa i due chiostri;
  • l’ambiente coperto che mette in comunicazione il chiostro di S. Antonio con l’ingresso sul Rio Terrà S. Tomà;
  • il chiostro di S. Antonio e i due lati del portico;
  • i servizi igienici, nei locali adiacenti al chiostro di S. Antonio.

L’ARCHIVIO DI VENEZIA

Istituito dal Governo austriaco nel 1815, l’Archivio di Stato di Venezia fu collocato presso l’ex convento francescano dei Minori conventuali, divenuto proprietà del demanio dal 1810.

Nel 1875 la sede fu ampliata con l’aggiunta del convento adiacente di San Nicolò della Lattuga (detto San Nicoletto).

L'Istituto conserva, tutela e valorizza il patrimonio documentario prodotto dagli organi istituzionali della Repubblica di Venezia e gli archivi delle corporazioni religiose e laicali soppresse tra il XVIII e il XIX secolo. Conserva anche gli atti dei governi e degli uffici succedutisi nella città dopo la caduta della Serenissima.

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