Mercoledì 12 febbraio alle 19 l'Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ospiterà gli esperti di letteratura italiana Fabien Vitali e Peter Kammerer che presenteranno con immagini e documenti audio l‘edizione tedesca del libro di Pier Paolo Pasolini "Polemica politica poterere". All’incontro sarà presente Paolo Sassi, amico e biografo di Gideon Bachmann. L’evento è organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo in collaborazione con la casa editrice Galerie der abseitigen Künste.

Pasolini disse una volta di odiare le interviste. Ecco perché sorprende ancora di più la regolarità con la quale negli anni, e cioé dal 1961 fino alla sua morte, ne abbia concesse diverse al critico cinematografico Gideon Bachmann (1927-2016). Forse perché non si trattava di interviste classiche? In effetti le registrazioni degli incontri con Pasolini, realizzate da Bachmann e qui pubblicate per la prima volta in un testo unitario, sono singolari: riproducono infatti conversazioni dall’esito aperto, senza fini prestabiliti.

Lo sviluppo artistico e ideologico di Pasolini, dai suoi primi film (Accattone, Il vangelo secondo Matteo) agli 'anni corsari', non è qui oggetto di un discorso coerente. Si mostra in maniera frammentaria, sotto forma di affermazioni tanto più intriganti ed efficaci quanto più impulsive. Ciò che emerge attraverso i colloqui con Bachmann non è il Pasolini pubblico, ma l’uomo nascosto dietro le sue opere e le sue dichiarazioni.

Le "Conversazioni con Gideon Bachmann“ (Chiarelettere, 2015) sono state tradotte in tedesco e commentate dal Dr. Fabien Vitali e saranno pubblicate, ad inizio 2020 per la Galerie der abseitigen Künste, con il titolo "Pier Paolo Pasolini. Bachmann- Gespräche“.

La presentazione della traduzione in tedesco del libro "Polemica politica potere. Conversazioni con Gideon Bachmann“ verrà introdotta con la proiezione del film "Pasolini Prossimo Nostro“ (2006) di Giuseppe Bertolucci (59 min., in lingua originale con i sottotitoli in inglese) che si terrà mercoledì 12 febbraio 2020, alle 17 presso il Cinema Metropolis di Amburgo.

Un Pasolini tranquillo, quasi gioioso, si lascia seguire sul set di Salò da una piccola troupe, guidata dal giornalista Gideon Bachmann, che lo coinvolge in una lunga, straordinaria conversazione. Inizialmente perplesso, Pasolini trasforma l’intervista in un lungo, quanto lucido attacco alla società che si accompagna alle foto del set (di Deborah Beer) in una sorprendente sovrapposizione tra film e realtà a svelare la metaforica messa in scena pasoliniana della modernità. È un Pasolini inedito, drammaticamente disperato e sdoppiato nel suo non concedersi un futuro, una possibilità, seppur accennata, e poi rimossa, nel catartico e liberatorio finale del film. 

 

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