“Basta con questa retorica assurda della moltiplicazione di musei insensati: assumete finalmente i giovani schiavi che mandano avanti i veri musei, ridotti a palcoscenico del marketing di una politica senza cultura”. Lo scrive su Twitter lo storico dell’arte Tomaso Montanari, riferendosi alla proposta di istituire un museo della lingua italiana. Montanari risponde al sindaco di Firenze, Dario Nardella, che l’8 febbraio ha visitato quella che potrebbe diventare la sede del nuovo museo. Firenze è stata scelta come città ideale per ospitare la struttura dedicata alla lingua di Dante e sabato il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, ha visitato a Firenze alcuni spazi del complesso di Santa Maria Novella insieme al sindaco della città.

Il museo della lingua italiana “non può che essere a Firenze - aveva detto Franceschini -, non può che essere collegato all’Accademia della Crusca, non può che essere in questa città alla vigilia delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante. Ci lavoreremo, sarebbe un’altra cosa importante per l’Italia e per Firenze”. Il progetto di un museo della lingua italiana è stato lanciato da una proposta di studiosi e accademici e la scelta di Firenze era stata annunciata il 21 gennaio dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Firenze.

 

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