Europa Creativa “celebra la creatività e la diversità, rappresenta un cambiamento per i cittadini che possono beneficiarne”: ecco perché “è un dovere di tutti noi soddisfare le aspettative dei cittadini e garantire che i programmi siano pronti per il prossimo anno con un budget all’altezza delle ambizioni”. Lo afferma Massimiliano Smeriglio, europarlamentare del Pd e relatore generale del programma Europa Creativa, commentando l’attuale blocco dei negoziati. Smeriglio – in conferenza stampa con i colleghi Milan Zver (relatore di Erasmus+) e Michaela Šojdrová (relatrice del Corpo europeo di solidarietà) – ricorda che “la posizione del Parlamento è nota da aprile 2019, quando si è espresso a favore del raddoppio del budget per i prossimi 7 anni. Tuttavia, i negoziati in seno al Consiglio sotto la presidenza finlandese non sono stati rincuoranti sotto questo aspetto e la proposta del QFP dello scorso dicembre non includeva dati esatti per i tre programmi, ma i dati deducibili sono allarmanti”. Tutti i programmi, sottolinea l’europarlamentare, “subirebbero un taglio del 20% rispetto alla proposta della Commissione e per Europa Creativa si ipotizza un taglio del 53% rispetto alla proposta del Parlamento”.

Secondo Smeriglio, si tratta di “proiezioni preoccupanti, le reputo inaccettabili. Non possiamo continuare a sottolineare l’importanza del ruolo della cultura nel facilitare l’inclusione e lo scambio tra paesi dell’Unione e tra l’Unione e il resto del mondo, e poi accettare tagli considerevoli all’unico programma europeo a sostegno del settore creativo e culturale”. Il Parlamento, quindi, “chiede di più, chiede un budget all’altezza delle ambizioni del programma per il prossimo settennato, per dare il giusto valore al settore e alle persone che vi lavorano. Se non avremo un budget sufficientemente ambizioso dovremo valutare a lungo quello che possiamo e non possiamo fare nei prossimi sette anni. Chiediamo inoltre al Consiglio di accelerare i lavori sul prossimo quadro finanziario pluriennale”.

 

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