Superare “i tanti paradossi” presenti, legati a una “sbilanciata fruizione dei beni culturali”: è uno degli obiettivi della candidatura di Pisa a Capitale italiana della cultura 2021. In città, infatti, “ci sono zone molto battute e altre dimenticate ma non per questo meno importanti”, spiega ad AgCult l’assessore alla Cultura, Pierpaolo Magnani. “Abbiamo musei non valorizzati ma di grande valore - prosegue Magnani - e in più c’è un tessuto associativo molto presente”. Associazioni che il 10 febbraio si sono riunite al Centro SMS per fornire il proprio contributo al progetto. “Siamo tra i primi posti in Europa per quantità di associazioni per abitante, ma spesso non sono coordinate - ribadisce l’assessore alla Cultura del comune -. Alcune parti di questo progetto sono volte anche a questo, a coordinare l’azione delle associazioni sia attraverso la costruzione di un luogo fisico dove aggregarle, sia con una piattaforma informatica che consentirà di ottimizzarne l’attività e di contribuire ai contenuti che faranno parte del progetto e alle attività che verranno svolte”.

OLTRE IL 2021: PER UN SISTEMA VIRTUOSO

Il dossier di candidatura, da presentare al Mibact entro il 2 marzo, “è a buon punto. Il concept è pronto da diverso da tempo, ora stiamo lavorando per limare alcuni aspetti e integrare alcuni punti più critici, per dare al dossier la forma opportuna richiesta”, afferma Magnani sottolinenando la “valenza” che vuole dare all’intero progetto: “Vorremmo creare un sistema virtuoso, di laboratorio, che possa essere sfruttato negli anni a venire e non solo nel 2021”.

PAROLA D’ORDINE INCLUSIONE

Tanti i punti di forza della città, che ha “una storia plurimillenaria, vissuta da protagonista. Al tempo dell’Impero romano, Pisa non era una colonia ma un partner dell’Impero - ricorda Magnani -. Così si è sedimentato nel tempo un patrimonio storico e architettonico”, ma anche umano con “grandi pensatori come Galileo o Fibonacci”. Tutto questo ha una continuità con il presente, basti pensare alla “presenza di grandi scuole di eccellenza, come la Normale o il Sant’Anna”. Cosa manca? “La possibilità di un incentivo che permetta alla città di farsi conoscere anche nei punti più nascosti, ai turisti ma anche ai pisani stessi - continua l’assessore -. Il progetto consentirà anche un’inclusione sociale molto forte, soprattutto per i portatori di handicap. Consentirà un valore aggiunto con contenuti audio per i non vedenti e contributi video per i non udenti”. Ci sarà anche la possibilità di effettuare “visite a distanza, in tempo reale, per coloro che hanno problemi a muoversi da casa”, conclude Magnani ricordando “il progetto Itaca, già avviato, che prevede alcuni itinerari per le persone con problemi di mobilità, alle quali vengono suggeriti itinerari per fruire della città al meglio, senza alcun ostacolo”.

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