Dal 27 febbraio al 31 marzo l'Istituto italiano di Cultura di Tirana ospita il progetto "Modellare l'acqua" dell'artista italiano Mario Airò, a cura di Simone Ciglia. Nato da una residenza a Castelli (TE), storico centro di produzione della maiolica in Italia, il lavoro segna il primo contatto dell'autore con la tecnica ceramica. Fra gli interpreti maggiori della generazione emersa in Italia negli anni Novanta, Airò ha inaugurato una pratica guidata da quello che definisce un “girovagare” attraverso campi disciplinari diversi – come letteratura, filosofia, storia dell’arte, architettura e cinema – e un’altrettanta ampia varietà di materiali e tecniche. In questa occasione, l'artista reinterpreta le forme della ceramica castellana per plasmare il motivo naturale dell’acqua e del suo scorrimento, in un’installazione ambientale che cita il tema della fontana. Seguendo uno degli assi programmatici della Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso - promotrice del progetto - la produzione dell’opera è stata accompagnata da una serie di attività didattiche che hanno avvicinato gli studenti alla riscoperta di quest’arte.

Modellare l’acqua viene presentato per la prima volta a livello internazionale grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, che ha supportato la prima esposizione del lavoro presso Bazament Art Space, insieme a un ricco calendario di attività collaterali. La successiva tappa dell’opera sarà Castelbasso presso la stessa Fondazione Malvina Menegaz dal 4 al 26 luglio, per poi entrare nella collezione del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, la maggiore istituzione italiana nel settore.

Modellare l'acqua di Mario Airò è un progetto promosso dalla Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso e realizzato grazie al sostegno di Italian Council - Direzione Generale Creatività contemporanea del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Mario Airò è nato a Pavia nel 1961. Ha studiato a Milano con Luciano Fabro e, nella prima metà degli anni ’90, con altri artisti, ha dato vita allo spazio autogestito di Via Lazzaro Palazzi. Nel 1997 ha partecipato alla 47a Biennale di Venezia, alla Moscow Biennale of Contemporary Art, Mosca e alla Biennale di Kwangju nel 2005. Ha avuto mostre personali e collettive in Italia e all’estero in istituzioni quali: GAM, Torino; Kunsthalle, Lophem; Palazzo della Triennale, Milano; Galleria Nazionale di Parma-Palazzo della Pilotta; Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova. Le sue opere sono state presentate, tra gli altri, al Castello di Rivoli, al Museum of Contemporary Art di Tokyo e allo S.M.A.K. di Ghent. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni del MAXXI, Castello di Rivoli, GNAM di Roma, MAMbo, Museion di Bolzano e altri. Attualmente vive e lavora a Milano.

Simone Ciglia (Pescara, 1982) è dottore di ricerca in storia dell’arte contemporanea presso “Sapienza” Università di Roma. Si occupa principalmente di arte e critica d’arte del secondo Novecento. Lavora come ricercatore e curatore indipendente, ed è docente presso l’Accademia di belle arti di Urbino. Scrive per cataloghi e riviste specializzate (ha collaborato, fra gli altri, con Zanichelli e Treccani ed è corrispondente per la rivista “Flash Art”). È assistente ricercatore presso il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma.

 

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