Il Pd torni a essere centrale nel dibattito culturale, affronti le sfide future con coraggio e taglio innovativo, senza però perdere di vista i due fari rappresentati dalla tutela del paesaggio e dalla conservazione del patrimonio artistico. Nicola Oddati, appena nominato responsabile Cultura nella segreteria Pd, traccia in un’intervista ad AgCult le linee guida del suo nuovo incarico.

“Sono molto soddisfatto, è un prestigio e una grande responsabilità occuparmi delle politiche culturali del Partito democratico e di questo ringrazio il segretario Zingaretti”, esordisce Oddati che parla di “un ritorno alle origini”, dal momento che si è occupato a lungo di temi culturali a Napoli, sia come assessore che come presidente del Forum universale delle culture e ancora oggi è consigliere di Scabec, la società che si occupa di eventi culturali in Campania.

“L’impulso dato in passato da Rutelli, Veltroni e dallo stesso Franceschini, ha messo le politiche culturali al centro dell’agenda politica del Paese - osserva Oddati -. In questo momento letteratura, cinema, teatro sono un punto di forza, una carta d’identità dell’Italia nel mondo. Dobbiamo sapere che il nostro Paese ha la sua riconoscibilità nell’essere una culla di cultura, di produzione di idee. In fondo la cultura cosa è? E’ l’insieme della capacità espressiva di una nazione. E’ tutto ciò che un popolo racconta di sé agli altri, è quello che noi siamo in grado di esprimere, come ci presentiamo e ci definiamo”.

Per il Pd, sottolinea Oddati, “è molto importante tornare a essere un punto centrale del dibattito culturale nel nostro Paese. Abbiamo una nuova generazione di artisti, scrittori e di tante persone che operano nell’industria della cultura. Un’industria che potrebbe essere più forte e fiorente, ma che comunque produce una fetta importante di Pil e coinvolge migliaia e migliaia di occupati”. 

Ma, avverte Oddati, “dobbiamo essere capaci di affrontare i temi culturali con un taglio molto innovativo. Dobbiamo guardare all’epoca dell’intelligenza artificiale con coraggio, senza spaventarci davanti alle grandi possibilità che la tecnologia e il progresso scientifico offrono a coloro che vogliono esprimere le proprie idee”.

Oddati cita Salvatore Settis e il suo richiamo all’articolo 9 della Costituzione, sulla tutela del paesaggio. “Il paesaggio è ciò che la natura ci ha dato, ma anche quello che l’uomo ha costruito – ricorda l’esponente Pd -. Così come è importante il tema della conservazione del patrimonio culturale. Su questi aspetti bisognerà fare scelte molto impegnative. Alcune sono state già fatte, ad esempio proprio da Franceschini, come il Grande Progetto Pompei che sta producendo risultati straordinari. Dobbiamo agire con questa idea, con questo spirito e con questa voglia di fare”. 

Con il ministro Franceschini, afferma Oddati, “ci siamo già parlati e abbiamo detto che collaboreremo pienamente, come è normale che sia. E poi avremo modo di vederci domani, in occasione dell’Assemblea nazionale del partito”. 

 

Articoli correlati