Italia Nostra Roma, dopo aver appreso che un nuovo progetto su Villa Paolina è stato presentato, ha inviato, sulla base della documentazione in suo possesso, un esposto sia al Ministero dei Bei Culturali che alla Procura della Repubblica per "evidenziare le difformità del progetto approvato rispetto al Vincolo del 7 giugno 2019 e pubblicato il 2 settembre 2019". Lo rende noto Italia Nostra Roma in un comunicato. Un vincolo, prosegue, "con il quale si dichiara l’interesse culturale della Villa ai sensi dell’art.10 comma 3 lettera d del D.Lsg 42/2004 e che prescrive:

  • Mantenimento dell’assetto planivolumetrico attuale senza alterazione dei rapporti tra spazi aperti e chiusi con particolare riferimento al giardino e alle altezze dell’edificio.
  • Conservazione dei prospetti nella loro sostanziale consistenza materica e tipologica
  • Conservazione della tipologia strutturale interna mantenendo inalterati i principali rapporti tra gli elementi della stessa con particolare riferimento alle quote di calpestio
  • Il mantenimento degli spazi aperti con il trattamento a giardino.

"Quanto presentato - prosegue la nota - non è coerente con le prescrizioni sopra citate pertanto Italia Nostra Roma chiede al Ministro dei Beni Culturali che verifichi il rispetto negli incontri avvenuti tra la proprietà degli immobili e la DG Archeologia Belle Arti e Paesaggio a settembre e ottobre 2019 e alla Procura della Repubblica di valutare, con l’attenzione che le è propria, eventuali profili di illegittimità del nuovo progetto, che invoca anche l’articolo 6 della Legge Regionale sulla rigenerazione urbana. Italia Nostra Roma chiede all’Assessore all’Urbanistica di verificare le procedure, con la quale la Società ha ottenuto i pareri e fa presente che la Suprema Corte di Cassazione ha sancito nel settembre del 2019 che per le ricostruzioni cosiddette “pesanti” occorre il permesso a costruire e non la SCIA come in questo caso. Italia Nostra Roma non molla, affinchè il Ministero non venga scavalcato".

 

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