Nel quadro generale di prevenzione sismica e in occasione dei lavori di restauro delle coperture della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, istituto culturale di eccellenza diretto da Stefano Campagnolo, è stata effettuata la verifica sismica degli edifici della Zecca e della Libreria, sedi storiche della Biblioteca Nazionale Marciana. “I lavori di restauro – ha sottolineato Renata Casarin, direttrice del Segretariato regionale del Mibact per il Veneto, istituto ministeriale di coordinamento degli uffici presenti sul territorio regionale - rientrano nell'attività di tutela istituzionale del patrimonio culturale nazionale svolta dal ministero dei Beni culturali”.

“Molti meccanismi di danno si originano nelle strutture spingenti e pesanti delle coperture e, in occasione del loro restauro, sono stati inseriti, a bassissimo costo, degli specifici presidi antisismici”, ha aggiunto l'ing. Alberto Lionello del Segretariato regionale del MiBACT per il Veneto, nella puntata ‘Terremoto infinito’ di Presa Diretta che andrà in onda lunedì 24 febbraio alle 21.20 su Rai 3.

Proprio sulla Biblioteca Nazionale Marciana la preventiva verifica di primo livello (LV1), usualmente impiegata per una classificazione territoriale, aveva già messo in luce delle criticità nell'edificio della Libreria, criticità che si è voluto risolvere con l'inserimento dei suddetti interventi integrativi che sono stati fatti rientrare nel progetto di restauro avviato nel 2012.

Infatti, anche se Venezia è classificata come zona a bassa sismicità, non si possono però dimenticare i disastrosi terremoti del 1117 e nel 1348 le cui lesioni strutturali provocate sono ancora oggi riconoscibili in alcuni campanili della città di Venezia. E sempre nel centro storico di Venezia molti edifici mostrano strapiombi oltre i 90° di pendenza e fessurazioni importanti. Pertanto la verifica sismica deve essere effettuata con particolare attenzione poiché le lesioni peggiorano la risposta della struttura all'azione di un possibile terremoto.

Alla Marciana si è deciso pertanto di affiancare agli usuali metodi di analisi una ulteriore procedura, anch'essa prevista dalla normativa di settore (Norme tecniche per le costruzioni 2018, decreto ministeriale 17 gennaio 2018, par. 3.2.3.6) ma al momento poco utilizzata, che verifica il comportamento di una fabbrica quando viene sollecitata da forze prossime al massimo terremoto credibile.

E' il metodo NDSHA messo a punto dall'Università di Trieste, che rappresenta il fenomeno complesso del terremoto non solo in termini di intensità ma che fornisce anche ulteriori parametri, come la frequenza e la direzione del moto sismico, dati questi molto utili per lo studio di edifici storici complessi come quello della Biblioteca Nazionale Marciana, monitorato dal Segretariato regionale.

Prima della verifica tecnica è stata approfondita la conoscenza degli edifici con lo studio delle fasi costruttive, l’analisi dei materiali delle fondazioni, delle murature e delle coperture, tramite saggi e prove, e la rilevazione dei quadri fessurativi. I risultati ottenuti, sintesi di tutte le verifiche ai vari livelli, compreso il metodo NDSHA, e degli studi dei quadri fessurativi, sono stati particolarmente interessanti in quanto hanno evidenziato delle ulteriori criticità.

Nell'edificio della Libreria sono risultati vulnerabili gli ornamenti di copertura, che sono stati già consolidati, e la porzione superiore della facciata esterna corrispondente al Salone del Sansovino che potrà essere opportunamente vincolata in occasione dei prossimi interventi di completamento del restauro delle coperture.

In sintesi, confermano dal Segretariato regionale del MiBACT per il Veneto, una buona conoscenza della fabbrica, un attento studio dei quadri fessurativi, accurati metodi di verifica portano a calibrare e ottimizzare gli interventi di contrasto dell'azione sismica: in questo modo si minimizzano gli impatti sulla fabbrica storica e si riducono i costi d'intervento.

Con questi interventi di prevenzione il Segretariato regionale per il Veneto del MiBACT dimostra di realizzare pienamente i suoi compiti istituzionali previsti nel Piano antisismico per i musei statali, riqualificazione delle periferie e recupero del patrimonio culturale avviato dal MIBACT nel 2017 e di cui fa parte anche il dm 19 febbraio 2018 emanato dal ministro Franceschini. Si prevede infatti che i suddetti soddisfacenti risultati di prevenzione sismica potranno essere applicati anche in altri edifici sedi culturali tutelati dal nostro Ministero anche tramite la diffusione e la comunicazione degli stessi all'intero patrimonio culturale italiano, magari in occasione di convegni e pubblicazioni.

 

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