Applausi "a scena aperta" per il regista Pupi Avati che oggi ha preso parte a tourismA, il salone dell'archeologia e del turismo culturale organizzato a Firenze da "Archeologia Viva". Nell'occasione il maestro ha voluto rilanciare il progetto del suo film su Dante, fermo in cantiere dal lontano 2001. "Sono diventato un accattone, vado a bussare alle porte dei potenti e ricevo tante rassicurazioni. Poi non succede mai niente. Io sono ancora qui ad ascoltare le promesse. La Rai nel frattempo ha prodotto un film sulla vita della Ferragni... ".

Il film ha spiegato Avati parlerà della vita di Dante. "Per poterne parlare abbiamo una password fantastica che si chiama Giovanni Boccaccio. Voi sapete che quando Dante è stato esiliato a Firenze le case degli esiliati, degli sbandati come venivano definiti, venivano depredate, era permesso tutto. L'unica cosa che Gemma Donati, la moglie di Dante, riesce a salvare, mentre Dante ormai è in esilio, è una cassapanca e dentro c'è un quadernetto sul quale ci sono i primi cinque canti della divina commedia. Questa è una versione di Boccaccio. Perché non credere a lui quando è stato un contemporaneo di Dante?".

Quanto ai figli di Dante il maestro ha strappato risate e applausi a tourismA dicendo: "La povera Gemma Donati pare che gli abbia dato tre, quatto figli, c'era un figlio che si chiama Giovanni che non si sa bene se certo o incerto. Io ho deciso che non c'era. Pago un attore in meno, mi costa meno il film".

 

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