Si è dimesso il Comitato scientifico degli Uffizi per protesta contro il prestito dell’opera di Raffaello, Leone X, alla mostra che si inaugurerà il 5 marzo presso le Scuderie del Quirinale di Roma. Lo confermano ad AgCult fonti degli Uffizi. Il comitato scientifico dei musei autonomi è un organo consultivo a supporto del direttore sulle questioni di carattere scientifico nell’ambito di attività dell’istituto. Tra queste: la verifica e l’approvazione, d’intesa con il Consiglio di amministrazione, delle politiche di prestito e di pianificazione delle mostre. Il Comitato scientifico degli Uffizi è composto, oltre che dal direttore Eike Schmidt, da Fabrizio Moretti, Donata Levi, Tomaso Montanari e Claudio Pizzorusso.

SCHMIDT

Rispetto alla questione del prestito per la Mostra su Raffaello a Roma, il direttore delle Gallerie degli Uffizi ha spiegato: "Rivendico pienamente il patriottismo di questa decisione, in difformità con quanto suggerito dal comitato consultivo delle Gallerie degli Uffizi: la grande mostra su Raffaello, un evento culturale epocale sarà uno dei grandi motivi di orgoglio dell'Italia nel mondo intero quest' anno, non poteva fare a meno del Leone X, un capolavoro che tra l'altro è in ottima salute e in perfetta condizione di viaggiare a Roma dopo essere stato restaurato dagli specialisti dell'Opificio delle Pietre Dure. Gli Uffizi sono orgogliosi di aver potuto instaurare questa collaborazione straordinaria con il Quirinale e di poter contribuire, con tutte le nostre forze scientifiche e con una cinquantina di opere, ad una esposizione che già fin da ora è destinata ad entrare nella storia della museologia mondiale".

"La lista degli inamovibili - ha quindi aggiunto - fu stesa in chiara risposta all'articolo 66 comma 2 codice dei beni culturali , che disciplina l'esportazione dei beni artistici fuori dal territorio a nazionale.
Roma non solo si trova all'interno dell'Italia, ma ne è la capitale".

"Quello di oggi - ha concluso Schmidt - è un attacco palesemente strumentale, visto che appena tre anni fa il dipinto, prima del restauro, fu mandato proprio alle Scuderie del Quirinale per una mostra. Allora nessuno (e nessun comitato) ebbe niente da ridire. Ma oggi, evidentente qualcuno aveva voglia di visibilità a spese di Raffaello e dell'orgoglio italiano". 

CIATTI (OPIFICIO PIETRE DURE): LEONE X ASSOLUTAMENTE IN GRADO DI ANDARE ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

“Dopo il restauro dell'Opificio delle Pietre Dure, il Leone X di Raffaello è in condizioni perfette, in ottimo stato di conservazione e assolutamente in grado di andare alle Scuderie del Quirinale senza rischio alcuno per la sua ‘salute’”. Lo dichiara Marco Ciatti, soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure. “L'intervento di restauro è stato effettuato secondo i più avanzati criteri e metodi a disposizione, il Papa sta benissimo: se tutte le condizioni di sicurezza e tutela richieste per il suo trasferimento e la sua esposizione sono rispettate, non esiste alcuna ragionevole possibilità che gli venga recato danno".

L'OPERA

Il Leone X di Raffaello è uno dei ritratti più importanti del Rinascimento italiano e una delle opere più note e preziose della Galleria degli Uffizi. Esposto nelle Sale rosse del museo fiorentino, il quadro è reduce da un importante restauro da parte dell’Opificio delle Pietre dure.

Il restauro ha avuto lo scopo non solo di migliorare lo stato dell’opera, ma anche di conoscerne più approfonditamente le caratteristiche e la storia. Per questo motivo, gli studiosi dell’Opificio hanno sottoposto il quadro a una serie di analisi, con strumenti molto sofisticati.

Raffaello dipinse il Ritratto di Leone X, papa della famiglia Medici, in occasione del matrimonio tra Lorenzo duca di Urbino e Madeleine de La Tour d’Auvergne - genitori di Caterina de’ Medici - nel 1518. Il Papa non poteva presenziare alla cerimonia e mandò il proprio ritratto a Firenze, in sua rappresentanza. Nell’opera, accanto al Papa, sono rappresentati due cardinali della famiglia Medici: Giulio, futuro Papa Clemente VII e Luigi de’ Rossi.

 

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