Si terrà il 3 marzo a San Pietroburgo un public-talk con il direttore del MANN Paolo Giulierini. Durante l’incontro Giulierini parlerà della sua esperienza di riorganizzazione di questa istituzione culturale, partendo dalle richieste della società contemporanea e dalla necessità di raggiungere il pubblico più ampio.

L’evento sarà moderato da Semjon Ilich Mikhajlovskij, rettore dell’Istituto accademico statale di pittura, scultura e architettura I.E.Repin (Russia).

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è tra i più antichi e importanti al mondo per ricchezza e unicità del patrimonio. La formazione delle collezioni è legata a Carlo III di Borbone, che promosse l’esplorazione delle città vesuviane sepolte dall’eruzione del 79 d.C. (iniziata nel 1738 a Ercolano, nel 1748 a Pompei). Le collezioni del Museo, divenuto Nazionale nel 1860, sono andate arricchendosi con l’acquisizione di reperti provenienti dagli scavi nei siti della Campania e dell’Italia Meridionale e dal collezionismo privato.

Museo accessibile, ecologico e tecnologico, luogo della felicità e del benessere, centro di un quartiere storico della cultura e proiettato verso una nuova rete internazionale: l’esperienza di gestione di un istituto culturale è un modo per tesaurizzare quanto fatto e guardare al futuro.

Il Museo si pone in ascolto della società, offrendo modelli di lettura senza imporli ed approfittando dei grandi temi dell'antico per connettersi alla contemporaneità anche con mostre mirate (pensiamo ai temi mare-migranti, paesaggio-ambiente che il Mann ha affrontato o affronterà a breve). Considerato che i musei attuali, specie quelli archeologici, devono raccontare la storia, e lo devono fare rivolgendosi a tutti, diffondendo gli strumenti partecipativi per accedere a questa dimensione estetica.

 

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