Lunedì 24 febbraio 2020 il Segretariato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo per la Puglia ha organizzato con la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari presso l’auditorium dell’Archivio di Stato di Bari l’evento conclusivo del progetto di “Intervento di protezione e conservazione delle impronte di dinosauro e della paleosuperficie site nella Cava in Località Pontrelli ad Altamura” che, avviato nel gennaio 2019, si appresta a concludersi nei primi giorni del prossimo mese di marzo. L’intervento, commissionato dal Segretariato MiBACT per la Puglia in collaborazione con la Soprintendenza ABAP Bari, è stato realizzato da un’Associazione Temporanea di Impresa capofila COBAR spa unitamente a CoopCulture, Environmental Surveys, Tesoro srl e il Dipartimento Scienze della Terra e Geo ambientali dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Hanno portato il proprio saluto istituzionale, insieme alla Direttrice dell’Archivio di Stato di Bari Antonella Pompilio, il Segretariato Regionale MiBACT per la Puglia, nella figura del Responsabile Unico di Procedimento Doriana De Tommasi (Un progetto complesso per un sito dai complessi connotati naturalistici, antropici, geologici, culturali che da esaurito giacimento estrattivo deve diventare innovativo giacimento culturale), la Regione Puglia, tramite le parole del Consigliere Vincenzo Colonna (“Da altamurano sono particolarmente orgoglioso di vedere come nell’impegno su Cava Pontrelli si stia cercando di armonizzare il tema della ricerca scientifica con quelli di tutela del paesaggio e del patrimonio storico e di valorizzazione culturale”) e del Direttore del Dipartimento Turismo Economia della cultura Valorizzazione del territorio Aldo Patruno ( “Altamura, l’Uomo di Neanderthal e i Dinosauri sono una eccellenza regionale. In una logica di rete, devono entrare a far parte di quel circuito preistorico e paleontologico regionale in grado di contribuire in maniera straordinaria allo sviluppo turistico della destinazione Puglia”), la Città di Altamura, rappresentata dall’Assessore alla Cultura, all’Istruzione e al Tempo Libero Nunzio Perrone (“La Cava dei Dinosauri di Altamura è un patrimonio che trascende la competenza locale e come tale la dobbiamo trattare, come patrimonio di tutti. Questo è l’impegno che ci deve guidare quando da domani dovremo mettere mano alle necessarie misure di conservazione della paleosupericie e progettare la fruizione del sito”).

I saluti del Rettore dell’Università di Bari Aldo Moro sono giunti tramite Giuseppe Mastronuzzi, Direttore del Dipartimento Scienze della Terra e Geo ambientali di Uniba, che ha evidenziato come la presenza di Uniba nell’Associazione Temporanea di Impresa, responsabile operativa dei lavori in Cava, abbia di per sé dato ampia testimonianza della terza missione del sistema universitario, quella di diffondere il sapere e di metterlo a disposizione del territorio.
I saluti dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Bari sono pervenuti per il tramite della Consigliera Rosanna Nicastri.

Il ricordo della scoperta della superficie a orme di dinosauro, nel 1999, da ritenere a tutti gli effetti “beni culturali” sulla base del Codice di tutela dei beni culturali e del paesaggio - art. 10, è stata ripercorsa da Francesca Radina, Co- progettista e Direttore scientifico dell’intervento per conto della Soprintendenza Archeologia belle Arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari. È stata messa in evidenza la duplice impostazione del progetto appena concluso, ma strettamente interrelata, coniugando l’esigenza di conoscenza di beni, di cui a oltre 20 anni dalla scoperta molto poco ancora era noto, con le esigenze conservative degli stessi, con l’obiettivo sempre presente di valorizzarne il notevole potenziale comunicativo, esaltato dal loro ricadere in un ambiente con un valore intrinseco di notevole rilevanza paesaggistica. Radina ha auspicato che le future progettazioni valorizzino la cava e il giacimento paleontologico, con particolare attenzione agli aspetti conservativi, ma nel più ampio contesto paesaggistico del Parco dell’Alta Murgia, secondo le più recenti indicazioni ICOM anche sul tema dei paesaggi culturali e dei “musei  diffusi” espressi dal territorio.

Direttore dei lavori e Co- progettista dell’intervento sempre presso la Soprintendenza, Lucia Patrizia Caliandro ha illustrato i lavori di protezione e conservazione delle orme realizzati in Cava: lavorazioni di pulitura per rendere visibili le orme e limitare i danni provocati dal reflusso dell’acqua piovana; messa in sicurezza dei fronti di cava con rimozione di elementi in pietra prossimi al distacco; studio idraulico delle aree esterne e interne alla cava con costruzione di muretti a secco trasversali capaci di indirizzare le acque piovane verso due punti specifici della Cava e favorire così il loro smaltimento; costruzione di una passerella per le visite in cava; divulgazione delle attività svolte tramite un piano di comunicazione e di eventi mirato. Il finanziamento MiBACT è stato pari a 1 milione di Euro, il cantiere è stato avviato il 29 gennaio 2019 e dopo due rinvii- legati al completamento di opere di dettaglio- si appresta ad essere chiuso il prossimo 8 marzo.

Ruggero Francescangeli del Museo di Scienze della Terra e Coordinatore del gruppo di lavoro UNIBA ha evidenziato la complessità dello studio condotto in Cava dall’Università, perchè proporzionato all’ingente numero di impronte rilevate (circa 25 mila) nonché alla necessità di conservarle nel migliore dei modi. “Lo strato di rocce che ingloba le orme è e rimane vulnerabile- ha dichiarato Francescangeli- d’altra parte è un sito all’aperto e i danni provocati dalle piogge non sono arginabili se non nel caso di una copertura totale del sito. Al momento abbiamo protetto di malta le impronte che possono offrire maggiori elementi di studio, dandole una colorazione che possa permetterne l’individuazione anche da parte di un pubblico non esperto.”

Francescangeli ha poi aperto le sessioni successive, dando il benvenuto ad uno dei massimi esperti al mondo di icnologia, Padre Giuseppe Leonardi, dell’Università Federale di Rio de Janeiro in Brasile, e ad Angelica Torices, dell’Università de La Rioja in Spagna, interlocutore privilegiato sul tema dell’uso delle nuove tecnologie nello studio della paleoicnologia. 

Leonardi ha offerto una carrellata dei siti paleontologici a orme più noti in Italia e all’estero, alcuni dei quali hanno conosciuto una musealizzazione tale da rendere il sito sostenibile sotto i profili economico e culturali. Tra questi vi è certamente il sito a orme di La Ryoja in Spagna, come testimoniato da Angelica Torices, dove 10 mila orme di dinosauro stanno rappresentando una risorsa economica fondamentale per tutto il territorio perché valorizzate con soluzioni tecnologiche sofisticate che ne permettono una piena fruizione da parte del pubblico.

Il pomeriggio ha visto avvicendarsi gli interventi di autorevoli studiosi e geologi che hanno relazionato sulla tecniche di rilevamento digitale impiegate per lo studio in cava (UNIBA, ENSU), sulla geologia di Cava Pontrelli (Marcello Tropeano, UNIBA), sulle tracce fossili diverse dalle orme di dinosauro rintracciate in Cava (Raphael La Perna, UNIBA), sull’analisi icnologica condotta sulle orme di Altamura, a cura di Fabio Petti (collaboratore UNIBA, afferente MUSE) e Matteo Antonelli (collaboratore ENSU, afferente Università La Sapienza).

Petti e Antonelli, in particolare, hanno offerto una ricostruzione dei due morfotipi di dinosauro che molto probabilmente hanno camminato in Cava Pontrelli 80 milioni di anni fa. In Cava sono state individuate 12 piste, di cui 4 già note e 8 scoperte durante i lavori. La pista più corta è composta da 4 passi, ovvero quattro coppie mano- piedi, la più lunga da 88 passi.

Come ribadito più volte nel corso della conferenza, l’attività di studio e di ricerca è di là dal terminare. Necessario, dunque, che Cava Pontrelli, nel suo futuro più prossimo, inglobi al tempo stesso la funzione di ricerca e quella di fruizione facendole vivere insieme, in linea con gli esempi internazionali più virtuosi di musealizzazione paleontologica.

Nel mentre continuano le visite gratuite al cantiere di Cava Pontrelli. Per prenotarsi alle giornate di sabato 29 febbraio e sabato 7 marzo è necessario inviare una email all’indirizzo: dinosauridialtamura@gmail.com. Per ogni giornata ci saranno 2 turni di visita (ore 10 e ore 11), max 30 partecipanti per turno.

 

Articoli correlati