Il bando come strumento per una call to action. Inedito e coraggioso, quanto apparentemente brutale nel titolo, il bando “DISTRUZIONE” (che potremmo leggere in relazione agli esiti come “d’istruzione”) www.bandodistruzione.it. Fondazione CRC, dal 2017 (con un pilota con budget 250mila euro), ha varato un percorso per coinvolgere le comunità nella “presa in carico” dei luoghi, nella loro rilettura e in interventi di miglioramento del contesto urbano, ambientale e paesaggistico della provincia di Cuneo. Come? Attraverso azioni di demolizione, mitigazione ed eliminazione delle incoerenze, anche attraverso opere site specific, come nel caso dell’intervento dell’artista albese Valerio Berruti a Monticello d'Alba, il primo progetto finanziato nel 2017.

Un budget complessivo annuo di 400.000 euro, con  contributi per ogni singolo intervento fino a un massimo di 50mila euro (pari all’80% del costo dell’iniziativa, quindi cofinanziamento del 20% delle spese sostenute da parte di ogni singolo progetto) per un processo che si articola in più fasi. Dalla “candidatura leggera” del contesto deturpato da parte delle amministrazioni cittadine – tra i primi destinatari dell’invito con enti no profit e ATL, con la presentazione dell’intervento, alla selezione di venti proposte rilevanti per le quali verrà sviluppata l’idea progettuale, con il cronoprogramma realizzativo, accompagnati dai tecnici della Fondazione CRC.  Tutti progetti che prevedono un coinvolgimento attivo della comunità locale in ogni fase del processo decisionale, progettuale e fattivo (di distruzione o mitigazione). La scelta dei cinque progetti vincitori si fonda su questo elemento, unitamente alla rilevanza del contesto, all’urgenza di intervento, alla cantierabilità e coerenza del budget  e alla potenziale attrattività dei beni limitrofi. Depurare il cuneese dalle brutte costruzioni che lo punteggiano, ma soprattutto creare “prospettive presenti e future, anche in ottica di riappropriazione degli spazi da parte della comunità”, afferma Valentina Dania, responsabile arte, attività e beni culturali di Fondazione CRC “per questo ha centralità il giudizio popolare espresso sul web”. Uno strumento cardine nella campagna di comunicazione integrata  del bando, che è comunicazione sociale “ogni atto di creazione è prima di tutto un atto di distruzione”, afferma Paolo di Picasso, è questa è costruzione collettiva. 11250 i voti, 5251 i votanti, 1374 nuovi iscritti alla newsletter, ma soprattutto nuovi pubblici a bordo: il 605 dei votanti è under 34. #bruttezzatiabbatterò. 57 i progetti pervenuti da comuni in un range da 20mila a mille abitanti, 20 i progetti  ammessi alla prima fase, 17 alla seconda e 12 i progetti deliberati.

FARE SPAZIO. Ascoltiamo le riflessioni di Anna Detheridge, Presidente di Connecting Culture  che nel gennaio scorso ha preso parte con Nicoletta Tranquillo di Kilowatt che a Bologna ha dato nuova vita alle Serre dei Giardini Margherita, alla giornata di confronto su ripensare lo spazio pubblico attraverso esperienze di costruzione di comunità che riattivano immaginari collettivi.

Un’iniziativa insolita, ma molto interessante, già alla terza edizione, intitolata semplicemente “Bando Distruzione”, “al negativo” finanzia aspirazioni di “non aggiungere altre cose al mondo” e appare quasi visionaria, senz’altro geniale per  il suo potenziale generativo nonostante l’entità delle cifre offerte, che non superano  50.000 euro.

L’invito è rivolto soprattutto a Comuni di dimensioni piccole o medio-piccole della provincia cuneese. Dei 12 comuni selezionati nel 2019, da Santa Vittoria d’Alba al Comune di Castico, da Cavallermaggiore a Garessio, uno solo supera i 20.000 abitanti, la maggior parte sono tra gli 8 e i 2000 e una buona parte addirittura al di sotto della soglia dei 1.000 residenti. Comunità  in cui le persone si conoscono, sono cresciute insieme, fanno parte di piccole reti cittadine quali le pro-loco, gruppi parrocchiali, scuole materne/primarie ecc. Tuttavia costituiscono una tipologia di agglomerato spesso trascurata, ma di fondamentale importanza per l’Italia, non soltanto per la conservazione del paesaggio, ma per ogni progettualità futura in tema di crescita sostenibile, risorse rinnovabili e progetti di ripopolazione dei territori in un’ottica di “rigenerazione” e sviluppo di nuove progettualità, per la valorizzazione dei territori e per un turismo sensibile ai valori della Natura e della memoria dei luoghi.

Fa parte del bando, inoltre, l’obbligo da parte delle amministrazioni di coinvolgere i cittadini nella selezione del manufatto da abolire, il cui parere peserà per il 10% della valutazione, attraverso una votazione online.

Durante la recente giornata di studi a Cuneo a cui ho partecipato,  dedicata alla presentazione del nuovo bando 2020 e all’uso strategico  della demolizione per rigenerare i luoghi, i comuni vincitori del’edizione 2019 sono stati invitati a raccontare le fasi di ricerca e ricognizione che hanno preceduto la selezione del manufatto e il rapporto con i cittadini. Soprattutto si è chiesto loro cosa avessero scoperto grazie al coinvolgimento del pubblico.

Attraverso le narrazioni di Sindaci e tecnici è apparso chiaro soprattutto nei piccoli centri, come la prospettiva di demolizione di un manufatto fosse stato di per sè deflagrante nell’avviare un dibattito partecipato  sul futuro assetto di un luogo e a tal proposito sulle politiche da mettere in atto per “risignificare” quei luoghi o per introdurre nuove politiche di valorizzazione, di innovazione e di inclusione. 

Nel caso del comune di Garessio - 3.000 abitanti - una cestovia sulle pendici del Monte Berlino, candidata alla distruzione ha sviluppato un dibattito sul web che ha portato a un ripensamento della volontà di distruzione di ciò che era fino a quel momento ritenuto una deturpazione, oggi  non più sopportabile. Una riflessione più approfondita inizialmente su Facebook e in seguito in consiglio comunale anche molto sofferta, ha portato alla rinuncia al bando, per riappropriarsi di quel manufatto che segna il paesaggio in maniera così indelebile. L’intenzione oggi è di riconvertirlo per farne un luogo turistico ricettivo che potrà valorizzare i panorami magnifici sull’Alta Valle Tanaro.   Il dibattito via social network ha di fatto evidenziato che la prospettiva di un paesaggio non antropizzato privo di un progetto rimane inaccessibile e di fatto infrequentabile.  

Il Bando Distruzione ha il merito di aver liberato energie e interesse intorno ai luoghi, focalizzando l’attenzione e la partecipazione attiva delle persone su un progetto che contribuirà a forgiare il loro futuro.

ABSTRACT

Courageous and apparently brutal in the title, since 2017 the call "DESTRUCTION" (www.bandodistruzione.it) of the CRC Foundation (with a pilot budget of 250k euros) has started a path to involve the communities in "taking charge" of places in the province of Cuneo. How? Through demolition, mitigation and elimination of inconsistencies, also through site specific works.  The invitation is mainly addressed to small or medium-small municipalities. Of the 12 municipalities selected in 2019, only one exceeds 20,000 inhabitants.

 

In collaborazione con VITA Magazine - mensile di riferimento sulle politiche sociali e le pratiche di innovazione.  Febbraio 2020.

 

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