“Un incontro cordiale, collaborativo, molto schietto e sano. Anche Franceschini è d’accordo con noi che le misure per sostenere il turismo devono riguardare tutta l’Italia e non solo la Zona Rossa”. Così il senatore Gian Marco Centinaio, responsabile del dipartimento Agricoltura e Turismo della Lega, commenta con AgCult l’incontro al Mibact con il ministro Dario Franceschini per discutere delle misure da adottare per sostenere il settore turistico, duramente colpito dall’emergenza coronavirus.

“Ha studiato tutte le proposte che gli abbiamo avanzato e nei prossimi giorni torneremo a sentirci – racconta Centinaio -. Ha preso appunti, su tante cose si è detto d’accordo e l’ho visto propositivo sul fatto che gli interventi debbano essere di livello nazionale. A me è piaciuto che Franceschini abbia recepito la nostra voglia di essere collaborativi su un settore che è vitale. Ha capito che non gli abbiamo sottoposto un libro di sogni irrealizzabili, così da poterlo accusare successivamente di non averli concretizzati. Semplicemente gli abbiamo messo davanti le richieste del settore turistico”.

Centinaio plaude a Franceschini quando ha dato la disponibilità “a portare avanti e a far pervenire al resto del governo il messaggio, per la Lega fondamentale, che le misure sul turismo non devono essere prese solo per la Zona Rossa, perché la Zona Rossa è tutta l’Italia”. Rispetto a tutti i settori colpiti dal coronavirus, ricorda il senatore del Carroccio, “il turismo sta pagando a 360 gradi. Abbiamo annullamenti di prenotazioni da Bolzano a Lampedusa, mentre ogni giorno si aggiungono paesi stranieri che chiudono i viaggi con il nostro Paese”.

In questo momento, sottolinea Centinaio, “è fondamentale aiutare le aziende del settore a resistere e a non chiudere. Parlare adesso di rilancio non ha senso, è inutile fare promozione e dire ‘quanto è bello venire in Italia’. Serve, insomma, un primo step nel quale salvare aziende e imprese del sistema turistico italiano. Poi si passerà al secondo step, di promozione e rilancio, quando vedremo che la gente tornerà a muoversi e le agenzie riapriranno i viaggi”.

Un messaggio che Centinaio ci tiene a far passare è il seguente: “L’Italia non è il lazzaretto d’Europa. Se a Parigi chiudono il Louvre e il Salone del Libro, qualche domanda ce la dobbiamo porre. L’Italia ha forse fatto l’errore di portare avanti una comunicazione troppa negativa, ma ha avuto però l’accortezza di cominciare a fare analisi e tamponi prima di altri paesi che adesso si trovano a rincorrere”.

Le misure di cui si è discusso nell’incontro al Collegio Romano, dove potrebbero essere inserite? “Franceschini mi ha detto che vedranno nelle aule parlamentari se il decreto Coronavirus sarà modificabile – risponde Centinaio -. L’altra ipotesi è che vadano a finire in un provvedimento successivo. L’importante è che il governo le adotti. E’ secondario che i provvedimenti portino la firma di Centinaio o Franceschini. Ora è prioritario che il turismo sopravviva”.

 

 

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