Quando, nel 1749, il nuovo duca Filippo di Borbone si insediava alla Reggia di Colorno (PR) con la moglie Luisa Elisabetta di Francia, la febbre del gusto per le porcellane era ormai una mania e una moda diffusa in tutte le principali Corti d’Europa, letteralmente conquistate dal fascino esotico di un materiale compatto, lucente e leggero, capace di dare vita a oggetti dalle linee raffinate che contribuivano a identificare lo status sociale di chi li possedeva.

Non deve quindi sorprendere che sia proprio la sontuosa residenza a ospitare “Adornamenti da tavola. Porcellane europee del 700 dei Duchi di Parma”, mostra che dal 18 aprile al 28 giugno, aggiungerà un tocco di classe d’antan al fittissimo calendario di eventi in programma in occasione di Parma Capitale della Cultura 2020.

Frutto della collaborazione tra Provincia di Parma, Gallerie degli Uffizi di Firenze e Antea, i prestiti provengono da Palazzo del Quirinale di Roma, Complesso Monumentale della Pilotta di Parma, Gallerie degli Uffizi, Museo della Villa Medicea di Poggio di Caiano, Musei Reali di Torino e Fondazione Cariparma, Archivio di Stato, il percorso espositivo evidenzia la piena adesione della corte dei Duchi di Parma al gusto imposto dai modelli francesi tra il XVIII e il XIX secolo, quando ricchezza decorativa e desiderio di ostentazione accompagnavano l’allestimento delle tavole del Vecchio Continente.

Documentata da numerose lettere, la passione di Luisa Elisabetta per la porcellana ha senza dubbio contribuito a favorire l’ingresso trionfale del pregiato impasto nella cultura decorativa ducale, che presto sostituisce i manufatti di metalli preziosi con oggetti delicatissimi e magnificenti, caratterizzati da una fragilità considerata sinonimo di grazia, lusso e nobiltà.

L’esposizione di un’importante selezione di oggetti che un tempo arricchivano le dimore dei Duchi di Parma offre una panoramica di quasi tutte le manifatture europee: i raffinati servizi da tavola, da caffè, le statuine, le tazze da gelato e gli oggetti curiosi che, appartenuti alla Corte parmense, compongono il corpus della mostra, portano le celebri firme di Meissen, Sèvres, Vincennes, Chantilly e Doccia.

Promossa da Provincia di Parma, Comune di Parma, Comune di Colorno e Complesso Monumentale della Pilotta, l’esposizione è articolata in un percorso che si snoda nel piano nobile della Reggia, secondo una suddivisione tematica degli spazi. 

È prevista anche la pubblicazione di un catalogo contenente le riproduzioni degli oggetti scelti per la mostra, accompagnati da una scheda di tipo storico artistico e da una serie di saggi sui temi connessi con le scelte iconografiche. Il volume sarà aperto da un’introduzione di Giovanni Godi e Antonella Balestrazzi.
 

 

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