Istituire nello stato di previsione del Mibact il Fondo per la promozione, il sostegno e la valorizzazione della musica corale, bandistica e folclorica non professionistica, finalizzato alla promozione e alla diffusione della musica corale, bandistica e folclorica nelle scuole statali e paritarie, nonché all’attivazione di corsi di formazione e di perfezionamento per il personale del settore e, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, alla diffusione della produzione musicale corale, bandistica e folclorica all’estero. E’ quanto prevede la proposta di legge presentata alla Camera da Debora Serracchiani (Pd) e assegnata nelle scorse settimane alla Commissione Cultura in sede referente.

"I cori e le bande musicali non professionistici e i gruppi folcloristici - spiega la deputata dem - rappresentano un valore molto importante e genuino della tradizione culturale musicale italiana e sono presenti ovunque sul territorio nazionale, anche nei comuni più piccoli, con oltre 8.000 gruppi attivi. Tali formazioni, sviluppando la comune passione per la musica, rappresentano uno strumento fondamentale di aggregazione, comunicazione e socializzazione per tutte le età e i ceti sociali, contribuendo al rafforzamento del legame con il proprio territorio e alla riscoperta dei valori culturali e tradizionali essenziali, che oggi rischiano di essere dimenticati o trascurati. Esse, inoltre, contribuiscono, in maniera determinante, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio musicale del nostro Paese, sia colto che di tradizione, nonché alla diffusione della pratica musicale corale, bandistica e folclorica. La loro presenza e i loro interventi rendono vivo il territorio, offrono una molteplicità di concerti e di rassegne, rendono gradevole ogni manifestazione pubblica e privata, creano momenti di condivisione e partecipazione per piccoli e adulti, conferiscono solennità alle celebrazioni civili o religiose, commemorative o patriottiche contribuendo alla riflessione interiore nelle ricorrenze tristi di una comunità".

"In sintesi, sono dei presìdi culturali, musicali e sociali irrinunciabili, un patrimonio culturale prezioso da sostenere, custodire e valorizzare, una rete diffusa, ovunque presente, che costituisce un tessuto importantissimo della nostra società; quel patrimonio culturale immateriale previsto e tutelato dall’UNESCO con la Convenzione internazionale del 17 ottobre 2003. Infatti, non meno di 50.000 sono i concerti e le manifestazioni che questi gruppi offrono annualmente su tutto il territorio nazionale, portando il proprio contributo musicale anche nei paesi e nelle realtà di piccole dimensioni, favorendone la crescita culturale e la partecipazione attiva".

Prosegue la Serracchiani: "Anche la ricaduta economica sul territorio ha dimensioni considerevoli, muovendo migliaia di coristi e di appassionati che costituiscono quel turismo culturale, e non solo di consumo, che sempre più viene auspicato. Oggi, in Italia, le formazioni corali, bandistiche e folcloristiche non sono adeguatamente valorizzate e promosse e, il più delle volte, sopravvivono solo grazie alla straordinaria passione dei propri associati e alla generosità e alla spontaneità di coloro che ne apprezzano il valore culturale e sociale".

La proposta di legge si propone, quindi, di porre rimedio a una condizione "fragile e critica, che dura ormai da tempo, nei confronti di questo settore", secondo un impianto che prevede di:

  1. riconoscere l’importanza e la peculiarità delle associazioni musicali corali, bandistiche e folcloristiche e definire specifiche misure di sostegno, incentivi e agevolazioni;
  2. promuovere l’insegnamento della musica corale, bandistica e folclorica nel territorio, nelle comunità e nelle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado, anche attraverso sinergie con le amministrazioni pubbliche;
  3. orientare sempre di più la visione e l’azione di questo settore verso una prospettiva europea;
  4. promuovere un’organizzazione di sistema che valorizzi i progetti di qualità, semplifichi l’apparato procedurale e burocratico ed eviti la dispersione a pioggia delle risorse per favorire azioni incisive e mirate indispensabili al perseguimento di obiettivi strategici di crescita e di valorizzazione;
  5. favorire la formazione del pubblico, base indispensabile per una più ampia fruizione delle proposte e degli spettacoli musicali offerti;
  6. considerare le azioni menzionate un investimento che eleva il tenore della qualità musicale nel suo complesso e ai vari livelli, nonché una restituzione di quanto il settore produce.

Pertanto, l’articolo 1 della proposta di legge riconosce e valorizza, ai sensi dell’articolo 33 della Costituzione, la funzione artistica, educativa e sociale della musica corale, bandistica e folclorica non professionistica, comprendente ogni forma di espressione musicale diversa da quella lirica, sinfonica e cameristica, eseguita da complessi costituiti in associazioni musicali senza scopo di lucro. L’articolo 2 istituisce nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo il Fondo per la promozione, il sostegno e la valorizzazione della musica corale, bandistica e folclorica non professionistica, finalizzato alla promozione e alla diffusione della musica corale, bandistica e folclorica nelle scuole statali e paritarie, nonché all’attivazione di corsi di formazione e di perfezionamento per il personale del settore e, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, alla diffusione della produzione musicale corale, bandistica e folclorica all’estero.

L’articolo 3, in conformità alle finalità della legge, dispone il riconoscimento da parte della Repubblica della rilevanza nazionale dei seguenti soggetti:

  • la Federazione nazionale italiana delle associazioni regionali corali (FENIARCO);
  • l’Associazione nazionale delle bande italiane musicali autonome (ANBIMA);
  • la Federazione italiana tradizioni popolari (FITP).

Inoltre, dispone che il sostegno economico di cui all’articolo 2 sia distribuito secondo i seguenti criteri:

  • il 40 per cento per le attività proprie dei citati soggetti;
  • il 40 per cento per progetti proposti dalle associazioni regionali dei medesimi soggetti che mirino alla crescita e alla formazione e che presentino criteri di qualità;
  • il 20 per cento per sostenere: il Coro giovanile italiano e i cori giovanili regionali; la Banda giovanile nazionale e le bande giovanili regionali; il Gruppo folcloristico giovanile nazionale e i gruppi folcloristici giovanili regionali; attività di rilievo all’estero, quali concorsi e festival riconosciuti a livello internazionale, lezioni di esperti e scambi con altre associazioni e istituzioni su progetti di qualità. Infine, l’articolo 4 dispone una serie di agevolazioni fiscali a favore delle associazioni musicali corali, bandistiche e folcloristiche
 

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