Costituire un fondo per la tutela e il restauro delle statue e dei mosaici presenti nell'area del Foro italico. E’ quanto prevede un disegno di legge presentato al Senato da Gianfranco Rufa (Lega) e assegnato nelle scorse settimane alla commissione Cultura in sede redigente.

Il fondo, istituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, avrebbe una dotazione di 10 milioni di euro per gli anni 2020 e 2021 che verrebbero presi dal Fondo per la tutela del patrimonio culturale creato dalla legge di Stabilità 2015.

Il patrimonio culturale storico del Foro italico, spiega Rufa, “è costantemente soggetto ad atti di vandalismo quali imbrattamento con scritte a vernice spray delle statue di marmo, esercitazioni con pattini e skateboard sui mosaici pavimentali e altre attività che ne accelerano il degrado, soprattutto in assenza di qualsiasi tipo di manutenzione”.

“Il Foro italico -ricorda Rufa- è stato realizzato tra il 1931 e il 1933 su progetto dell'architetto Enrico Del Debbio, nella pianura alle pendici di Monte Mario, a Roma. Lo stadio, realizzato in marmo di Carrara, ha una capacità di 16.000 persone, alla sommità delle gradinate sono posizionate sessanta grandi statue rappresentanti atleti in diversi atteggiamenti sportivi. Dinnanzi all'ingresso si eleva l'obelisco, un monolite regalato dalla città di Carrara, alto 19,40 metri, con un basamento poliedrico di 15 massi dello stesso marmo”.

“Nel Foro italico l'arte, la cultura e la storia sono le protagoniste del complesso impianto monumentale costruito per essere il centro dell'attività sportiva della gioventù. Il padre del Foro italico – in origine denominato Foro Mussolini – è Renato Ricci, sottosegretario all'Educazione nazionale e fondatore dell'Opera nazionale balilla”.

“La scelta dell'ubicazione si concentrò su un'area soggetta alle piene del Tevere, che da pantano fu bonificata e resa adatta ad accogliere il progetto. Ricci stesso, attraverso la Soprintendenza alle belle arti, fece poi apporre il vincolo di non edificabilità a tutte le circostanti colline di Monte Mario, promuovendo la nascita di quella che ancora oggi rappresenta una cornice verde per il Foro e un'area altrettanto verde per tutta la città di Roma”.

“Gli architetti Costantini e Pintonello furono chiamati per la progettazione e costruzione delle terme e delle piscine (delle quali una pensile) e dell'obelisco. Il progetto del Piazzale dell'Impero fu affidato all'architetto Moretti; la Fontana della sfera agli architetti Pediconi e Paniconi”.

Lo Stadio dei Marmi “fu realizzato utilizzando tutti i blocchi di scarto gratuitamente concessi da numerose cave di marmo di Carrara: la sua corona, sessanta grandi statue marmoree di atleti classici, donate da altrettante province italiane e scolpite da artisti giovanissimi (fra i quali Bellini, Selva, Canevari, Buttini)”.

Per quanto riguarda i mosaici, “nel 1933 venne commissionata alla scuola mosaicisti del Friuli la realizzazione delle decorazioni dei vari edifici e spazi aperti del Foro, con la supervisione del direttore della scuola, Antonio Baldini e il lavoro progettuale dell'architetto Luigi Moretti, del progettista Del Bebbio, degli artisti Angelo Canevari, Giulio Rosso, Gino Severini e Achille Capizzano. Oltre 3.000 mq di mosaico del viale dell'Obelisco e 900 mq del piazzale della Fontana della sfera, furono eseguiti a Spilimbergo, ma l'intervento della scuola riguardò un'area decorativa complessiva di 10.000 mq (non solo esterna, ma anche interna all'edificio della piscina)”.

 

Articoli correlati