Una campagna-appello per chiedere agli spettatori di rinunciare a chiedere il rimborso del proprio biglietto acquistato per spettacoli teatrali poi annullati a seguito dell’emergenza coronavirus. A lanciarla è MTM - Manifatture teatrali milanesi, che comprende teatro Litta (il più antico di Milano ancora in attività), teatro Leonardo e Sala la Cavallerizza. L’hashtag #nonstareaguardare accompagna la campagna insieme a una locandina: “Mi lasci il tuo biglietto? Il teatro chiede allo spettatore di non stare a guardare - si legge - La rinuncia al rimborso del biglietto o dell’abbonamento rappresenta un sostegno importante per compagnie, artisti e addetti ai lavori”. “Siamo stati ispirati da alcuni spettatori che hanno deciso di donarci il biglietto che avevano acquistato invece di chiederci il rimborso - spiega ad AgCult Gaia Calimani, presidente di MTM - Avendo centinaia di biglietti da rimborsare, in questo momento in cui non si può fare nulla, quello che possiamo chiedere è di sostenerci non chiedendoci il prezzo del biglietto. E’ un gesto piccolo ma i gesti piccoli sono quelli che in questi momenti mettono in moto una grande energia. Abbiamo bisogno di questo”.

TEATRI COMPATTI

La campagna è stata lanciata solo ieri ma già sono molti i teatri che stanno chiedendo di aderire: per ora le adesioni provengono dai teatri milanesi, ma l’auspicio è che la diffusione dell’appello porti altre istituzioni culturali del Paese a rilanciare l’iniziativa. “Sarebbe bello che tutti lo chiedessero, in modo da essere compatti, siamo tutti nella stessa situazione. L’abbiamo pensata noi e stiamo cercando di diffondere la campagna. Dopodiché è una cosa di tutti”, prosegue Calimani sottolineando “l’importanza di iniziare con questo gesto. Questa emergenza ci sta mettendo di fronte a una cosa più grande di noi, cerchiamo di far correre le energie tra di noi”.

LE RICHIESTE PER SUPERARE LA CRISI

Per quanto riguarda le misure da mettere in atto per fronteggiare l’emergenza, “stiamo chiedendo in ambito associativo il riconoscimento dello stato di crisi e di calamità naturale anche per il nostro settore, in modo da poter garantire delle possibilità di sostegno all’occupazione, come la cassa integrazione e la disoccupazione, a sostegno soprattutto dei lavoratori dello spettacolo: in molti hanno contratti a tempo determinato” e con questa crisi “siamo passati dalla precarietà al nulla”, conclude Calimani.

 

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