“Isernia ambisce a ricoprire un ruolo all’interno di un territorio e il titolo di Capitale italiana della cultura - non solo per la città ma per tutta la provincia e tutta la regione - significherebbe dare una scossa al tessuto culturale e sociale della provincia”. Sono queste le premesse dell’assessore alla Cultura di Isernia Eugenio Kniahynicki, in un'intervista ad AgCult, nel parlare della candidatura di Isernia a “Capitale Italiana della Cultura 2021”.

Una candidatura che è in linea, afferma l’assessore, con le politiche culturali adottate negli ultimi anni dal comune. “L’idea della candidatura nasce da una riflessione fatta diversi anni fa tra me  e il Sindaco per risollevare il tessuto sociale della cittadinanza. Questo è un aspetto che spesso viene considerato secondario per lo sviluppo di una società e invece per noi è primario. Lo abbiamo dimostrato anche nella programmazione che abbiamo messo in atto in questi quattro anni di amministrazione comunale. Con nostre risorse, siamo riusciti a portare avanti una programmazione interessante che ha indirizzato la società alla riscoperta di un territorio”. 

L’ATTUALE EMERGENZA E LA PROPOSTA DI SPOSTARE LE CANDIDATURE AL 2022

“Noi crediamo di giocarcela alla pari con le altre 39 candidate”, continua l’assessore alla cultura di Isernia. “Ovviamente allo stato attuale, la situazione è anche imbarazzante per noi perché ci sono delle problematiche a livello globale prioritarie rispetto alla candidatura”.  

Ed è proprio questa situazione che ha spinto l’Assessore a “mettersi nei panni” di Parma, l’attuale Capitale italiana della cultural 2020, proponendo al Ministero per i Beni culturali di prolungare anche al prossimo anno le iniziative previste per il 2020.

“Ragionavo – spiega ad AgCult Kniahynicki – con il Ministero sull’ipotesi, che mi sono permesso di proporre, di sospendere l’attività di quest’anno per rinviare tutto di un anno. Ad oggi il Dpcm è valido fino al 3 aprile ma la situazione potrebbe sia migliorare che peggiorare. Prorogare questo periodo di inattività totale significherebbe paralizzare anche l’attività culturale di un intero territorio”. Parma “si è trovata a dover sospendere ogni tipo di attività – prosegue Kniahynicki -, avrà difficoltà amministrative a rendicontare tutta l’attività e difficoltà legate all’aver messo in atto investimenti che al momento non producono nulla perché è tutto fermo e tutto sospeso”. 

IL DOSSIER PER ISERNIA: IL RITORNO ALL’UMANESIMO E ALLE PICCOLE COSE

“Ad oggi comunque non ci sono proroghe, – continua l’assessore Kniahynicki - abbiamo terminato il nostro dossier  e lo invieremo il 13 marzo. Nel dossier abbiamo cercato di differenziarci dagli altri comuni. Ragionando sulla logica dei grandi numeri siamo perdenti in partenza e si confermerebbe l’idioma del Molise che non esiste, di Isernia che deve restare sconosciuta. Questa sarebbe una condanna di non esistenza da parte di una realtà più grande”.

“Abbiamo invece voluto cavalcare le parole del premier Conte su un ritorno alla politica all’umanesimo e abbiamo puntato su questo: sul ritorno all’uomo e alla persona. La nostra realtà favorisce questo processo filosofico di ritorno a parlare di piccole cose e ci differenzia da altre realtà”. Tra i temi, la valorizzazione della figura dell’uomo è stata apportata richiamando la testimonianza del primo uomo europeo, la storia sannita per cui “Isernia è stata prima capitale della Lega italica e quindi il titolo di Capitale italiana della cultura sarebbe per noi una seconda nomina a Capitale d’Italia, questa volta in fatto culturale, nella storia”. Un dossier con il richiamo ai nomi illustri della storia molisana con Andrea d’Isernia, grande giurista menzionato dall’Arcimboldo nel quadro “Il giurista”, e Celestino V, che si collega ad altre realtà come Urbino di cui è compatrono. Queste figure sono fondamentali, sottolinea Kniahynicki, “per creare una rete” 

Quelli che per le grandi città sono considerate lacune e quindi punti di debolezza per noi possono trasformarsi in punti di forza”. L’Assessore pensa, ad esempio, alla mancanza di infrastrutture, una mancanza che deve portare a ragionare sul fatto che “il nostro turismo è un  turismo che va vissuto lentamente su un percorso che ti possa far godere di un territorio diverso da altre realtà e che per noi è un valore aggiunto”. 

RILANCIARE ISERNIA E UN TERRITORIO “CHE NON ESISTE”

“Ci sono tanti collegamenti che riportano ad Isernia”, conclude Kniahynicki, “e abbiamo cercato la storia di un territorio che nel corso dei millenni ha sempre avuto un ruolo centrale e proprio questo ruolo centrale lo ha portato ad essere distrutto e a dover ripartire da zero”. 

Lancia infine una “provocazione” alla giuria dei sette esperti di chiara fama che selezionerà un massimo di 10 progetti finalisti da invitare in audizione. “Diciamo alla Commissione: volete che Isernia rimanga il luogo che non esiste o vogliamo dare un segnale differente a livello culturale, in ambito nazionale, a che si ritorni a valori che spesso non sono considerati ma che sono primari per il tessuto culturale della società?”. 

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