Da un atto giudiziario del 1871 relativo alla tentata fuga dal carcere di Chieti di otto detenuti emergono nuovi cunicoli sotto piazza S.Giustino, in particolare dall’area dove sorgevano le vecchie prigioni.

Infatti nel corso di una ricerca documentale sul brigantaggio politico presso l'Archivio di Stato di Chieti, il professor Giuseppe Francesco de Tiberiis, già magistrato, si è imbattuto in un atto giudiziario relativo ad una tentata fuga dal carcere di Chieti, a suoi tempo ubicato di piazza San Giustino, nella notte tra il 6 e il 7 novembre 1871. Da tale documento si evince che la fuga è avvenuta attraverso cunicoli ritenuti sconosciuti e disegnati in pianta nel carteggio che riporta: "... rami di condotti in fabbrica costruiti da tempo immemorabile, sconosciuti ed abbandonati".

Questa documentazione è stata consegnata alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio da Gabriele La Rovere dello Speleoclub di Chieti e dal professor Gabriele Obletter, trattandosi di ipogei finora ignoti e che completano il quadro della Chieti sotterranea.

“Documenti che contribuiscono alla conoscenza della storia della città - afferma la Soprintendente Rosaria Mencarelli - e quindi alla tutela delle preesistenze teatine”.

 

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