“Con profonda tristezza apprendo della scomparsa del professor Vittorio Gregotti. Un grande architetto e urbanista italiano che ha data prestigio al nostro paese nel mondo. Mi stringo alla famiglia in questa triste giornata”. Così in una nota il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, commenta la scomparsa dell'architetto Vittorio Gregotti, morto a Milano all’età di 92 anni.

Anche Stefano Boeri ricorda su Facebook “un Maestro dell’architettura internazionale; un saggista, critico, docente, editorialista, polemista, uomo delle istituzioni, che - restando sempre e prima di tutto un architetto - ha fatto la storia della nostra cultura. Concependo l’architettura come una prospettiva: sull’intero mondo e sull’intera vita”.

Nato nel 1927 a Novara, nel 1974 fonda lo studio Gregotti associati international. Tra le realizzazioni si ricordano: il quartiere Zen (1970) a Palermo, gli stadi di Barcellona (1985, in collab. con F. Correa e A. Milà) e Genova (1987), il Teatro degli Arcimboldi a Milano (2001). Nel 2012 è stato insignito della medaglia d'oro alla carriera della Triennale di Milano. Tra le opere più recenti si ricordano l'ampliamento del Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Firenze (2002), la progettazione del nuovo quartiere residenziale nell’area di Pujiang, Shanghai (2002); la realizzazione del nuovo Teatro dell’Opera di Aix-en-Provence (2003-2007); chiesa di San Massimiliano Kolbe, Bergamo (2008) (fonte Treccani).

LE REAZIONI

La Triennale di Milano con un post su Facebook ricorda "con affetto Vittorio Gregotti. Nella sua lunga carriera ha partecipato a numerose Esposizioni Internazionali, tra cui la XIII Triennale del 1964 per cui ha curato la sezione introduttiva con Umberto Eco". 

Il Fai, Fondo ambiente italiano, ricorda Gregotti postando su Facebook un’immagine della Cavallerizza di Milano, sede del Fai e dell’archivio dell’emeroteca della Biblioteca Nazionale Braidense, che l’architetto restaurò nel 2011. 

"In questo momento così difficile per Milano e per l’Italia, salutiamo l’amato maestro Vittorio Gregotti che ha lasciato un segno di modernità e qualità nel nostro museo", commenta la Pinacoteca di Brera

"Non dimenticherò il sorriso sornione, l'intelligenza della mano, la mite determinazione di Vittorio #Gregotti , un amico che non meritava di andarsene. E che, ultima lezione, ci ricorda che non è l'età a renderci inutili...", è il commento dello storico d'arte Tomaso Montanari.

Cordoglio anche dal mondo della politica. “Un maestro, per tutti noi, un’infinità volontà di pensiero, di immaginare, e di ragionare. Sia lieve a lui la terra.  La sua lezione rimanga preziosa”, scrive su Twitter il deputato Emanuele Fiano (Pd).

“Con profonda tristezza – scrive il sindaco di Milano, Beppe Sala - salutiamo Vittorio Gregotti, uno dei nostri più grandi architetti e ambasciatori nel mondo. Milano gli deve moltissimo, dalla prima sala realizzata alla Triennale nel 1951 fino al quartiere Bicocca da lui interamente riprogettato. Grazie di tutto”.

"È stato uno dei più grandi architetti italiani. Creatore di forme urbane moderne, un grande italiano, ambasciatore del genio creativo italiano nel mondo. Ha lasciato un segno profondo nelle città contemporanee", ha dichiarato il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Morassut.  

 

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