“Dante venne a Roma nel 1301, ma secondo alcuni studiosi venne anche nel 1300 in occasione del grande Giubileo. Roma è molto presente nella Commedia, attraversa i 3 cantici con 18 citazioni, dal I canto dell’Inferno al Paradiso, dove nel XXXI canto vengono citate le sue vestigia monumentali. La città è usata spesso come termine di paragone e ricondotta a cose celesti”. Lo ricorda la Soprintendente speciale della Capitale, Daniela Porro, in un video realizzato in occasione del Dantedì.

“Dante - prosegue - aveva una grande ammirazione per la nostra città: a differenza di Boccaccio, che la considerava la città del peccato, per Dante Roma era un punto di arrivo, uno spazio ideale, un luogo dove avviare un’opera di rigenerazione per l’umanità. Ed è anche questa l’attualità di Dante: ci esorta a fare di più e meglio per Roma e per il Paese”.

 

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