Favorire misure di flessibilità per chi partecipa al programma Europa Creativa e maggior sostegno al settore culturale. Sono le richieste/proposte di Culture Action Europe che, a nome di oltre 30 reti e organizzazioni culturali europee, ha inviato una lettera alla Commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù, Mariya Gabriel, e ai membri della Direzione generale Istruzione, gioventù, sport e cultura della Commissione europea (DG EAC). “Apprezziamo che la Commissione europea e l’EACEA abbiano prontamente reagito alla situazione facendo una dichiarazione sulle conseguenze del Coronavirus sul programma Europa Creativa. Tuttavia - si legge nella lettera - a causa dell'urgenza di rimodellare gli attuali programmi relativi alle attività di Europa Creativa, chiediamo ulteriori chiarimenti in merito ai progetti di cooperazione in Europa Creativa. È inoltre necessario esplorare possibili misure efficaci per mitigare l'impatto del Coronavirus sui settori culturali e creativi. Le risposte tempestive alle seguenti questioni consentirebbero una migliore prevedibilità e un processo decisionale a breve e medio termine”.

PAROLA D’ORDINE FLESSIBILITA’

La lettera - firmata tra gli altri da Europa Nostra, European Cultural Foundation, NEMO e EUNIC - elenca quindi alcune proposte per far fronte alle conseguenze del Coronavirus su Europa Creativa e sui settori culturali e creativi europei. Secondo i firmatari la diversità dei settori culturali e creativi e delle loro attività richiede un approccio multi-target per affrontare gli impatti del Coronavirus. Tra le proposte che aiuterebbero a sostenere i settori culturali e creativi durante questo periodo difficile ci sono le misure di flessibilità, come la possibilità di prolungare il periodo di ammissibilità per i progetti e i contratti con scadenze di conseguenza posticipate. Per i liberi professionisti, particolarmente colpiti dalla cancellazione di eventi e altre attività, la proposta è una "tassa di solidarietà" che i beneficiari possono offrire come pagamento ai liberi professionisti che sono già stati assunti per eventi e attività annullati. Nel caso in cui il rinvio di eventi sia difficile, si propone di consentire ai beneficiari di sostituire eventi con altri format e attività più adatti alla situazione attuale (ad esempio webinar e video). Per i beneficiari che subiscono perdite significative la proposta è fornire la possibilità di richiedere finanziamenti aggiuntivi e sostenere la riprogrammazione degli eventi.

SOSTEGNO AI SETTORI CULTURALI

Secondo le reti e le organizzazioni culturali europee l’emergenza “probabilmente travolgerà teatri, musei, archivi, biblioteche, siti del patrimonio culturale, centri culturali e altri spazi e creativi europei. Senza adeguate misure di sostegno, queste decisioni avranno un devastante impatto economico e sociale sul settore. Impiegati o liberi professionisti, i lavoratori nei settori culturali e creativi, che spesso si trovano in una situazione già precaria, stanno affrontando una perdita di reddito improvvisa e drammatica”. L’auspicio quindi è che sia sostenuta “la richiesta alle istituzioni europee e ai governi nazionali di adottare misure di emergenza che supportino in modo specifico e adeguato la sostenibilità dell'ecosistema culturale, analogamente a quanto previsto per le piccole imprese”.

 

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