Riconoscere uno status comune a tutte le imprese e ai privati che operano nella filiera delle mostre; oneri sociali fiscalizzati fino al 31 dicembre; IVA per tutte la filiera del settore al 4%; speciale Fondo per la cultura. Sono le richieste della filiera degli organizzatori delle mostre culturali - formata da piccole, medie e grandi società e associazioni organizzatrici, da musei privati e case-museo, da ditte specializzate nei trasporti, da broker assicurativi, da case editrici, da allestitori e da artigiani del settore, da curatori e specialisti, dalle gallerie d’arte, da testate giornalistiche e on-line del settore - che si è unita in un appello al ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini e al ministro dell'Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, chiedendo un incontro urgente per discutere la crisi determinata dall’emergenza Coronavirus. “Gli effetti della crisi sanitaria in atto fra le altre conseguenze hanno anche quella di mettere in ginocchio tutta la filiera degli organizzatori delle mostre culturali - si legge nell’appello - che è cresciuta in Italia, in questi anni, realizzando un volume d’affari annuo vicino ai 200 milioni di euro. Il mondo delle gallerie d’arte e delle mostre ad esse collegate genera inoltre un movimento economico crescente”. La valenza culturale di questo settore “è diventata strategica, nell’ambito del rilievo di tutta l’impresa culturale" ma oggi “la chiusura delle mostre imposta dall’emergenza può determinare un collasso di molte attività e imprese, e dell’intera filiera”.

“Apprezziamo le prime misure generali assunte dal Governo col Decreto Cura Italia del 17.3.2020, che permettono il rinvio dei pagamenti degli oneri sociali, la Cassa Integrazione in deroga, anche per le piccole aziende, e il sostegno alle banche per la sospensione di crediti e mutui” ma “è il momento di fare di più”. Le richieste sono che “si riconosca uno status comune a tutte le imprese e ai privati che operano nella filiera delle mostre; gli oneri sociali vengano fiscalizzati fino al 31.12.2020; si riduca l’IVA per tutte la filiera del settore al 4%; si realizzi, col sostegno di CdP, Mediocredito centrale, Credito Sportivo, Invitalia uno speciale Fondo per la cultura, al cui interno prevedere: 1) interventi di sostegno alle realtà che hanno avuto perdite economiche e mancati introiti a causa della chiusura delle mostre, con criteri certi e trasparenti; 2) interventi di sostegno alle mostre che nei due anni successivi alla riapertura dovranno promuovere il nostro Paese, in Italia e all’estero; 3) un credito di imposta del 90% per le erogazioni liberali a sostegno di tutta la filiera della cultura per il prossimo biennio; 4) un voucher di 500 euro a famiglia da spendere per mostre, teatro, altre attività culturali; si preveda per tutti i lavoratori precari della cultura e le partite Iva, un assegno mensile di 600, registrando un apposito albo di operatori culturali presso l’INPS; si definiscano regole trasparenti e al passo coi tempi in materia di autorizzazioni al prestito delle opere.

 

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