Tra i 100 e i 150 milioni di euro da sbloccare “subito e facilmente” per dare una boccata d’ossigeno agli operatori della cultura, che più di altri stanno pagando duramente la crisi legata al coronavirus. A tanto ammontano le risorse “bloccate” che potrebbero essere destinate in tempi brevi in particolare ai comparti audio e video. “E’ una proposta di cui ho parlato con il ministro Franceschini e su cui il Collegio Romano sta lavorando”, spiega ad AgCult l’ex sottosegretario al Mibact, e capogruppo M5S in commissione Cultura della Camera, Gianluca Vacca.

LE RISORSE

Si tratta, spiega Vacca, di due fondi: il primo riguarda 50 milioni di euro che arriverebbero dal riparto 2017-2018 della copia privata. Il secondo riguarda il completamento delle procedure di liquidazione del vecchio Imaie, 70-100 mln da destinare ad artisti, interpreti ed esecutori.

“Il riparto della copia privata è al momento bloccato perché la Siae aspetta un secondo parere dal ministero; sono soldi che sarebbero una boccata ossigeno per un settore che ne avrebbe veramente bisogno”, spiega il deputato M5S.

Per quanto riguarda il fondo della liquidazione dell’ex Imaie (l’Istituto per la tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori), aggiunge, “si tratta di circa 70-100 mln di crediti non più esigibili che attraverso un passaggio veloce potrebbero essere destinati ad artisti, interpreti ed esecutori. Risorse ferme da circa un anno e mezzo di cui mi ero interessato già da sottosegretario, che andrebbero liberate subito in un momento in cui settori come musica, audio e video sono in forte sofferenza. Ne ho parlato con Franceschini, ci sono i presupposti per arrivare in tempi rapidi al loro sblocco, sono fiducioso”.

I DECRETI DI MARZO E APRILE

Parallelamente sono diversi gli emendamenti al Decreto Cura Italia – all’esame in questi giorni del Senato - presentati dal Movimento 5 Stelle a sostegno del settore cultura. Dall’estensione della cassa integrazione anche ai lavoratori intermittenti dello spettacolo, al tax credit per le librerie, fino allo smart working per le Fondazioni lirico-sinfoniche. “Sarà poi necessario lavorare su come destinare il fondo da 130 milioni di euro a sostegno del comparto e dei lavoratori”, sottolinea Vacca.

E per il decreto di aprile che vedrà la luce nei prossimi giorni, anticipa l’ex sottosegretario, “bisognerà lavorare per dare continuità alle forme di sostegno e vedere se ci sono sacche di lavoratori della cultura, e dell’indotto, rimaste fuori da questo primo decreto. Il nostro è un monitoraggio continuo”, conclude il capogruppo in commissione Cultura.

 

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