“Leggo esterrefatto le dichiarazioni dei rappresentanti di Confindustria Digitale relativamente alla bozza di decreto sulle tariffe della copia privata posta a consultazione dal Mibact” ha dichiarato il Presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol.

“Reiterano le falsità nei confronti degli autori che rappresentano il patrimonio creativo della collettività. Senza i contenuti creati dagli autori, smartphone e altri strumenti tecnologici sarebbero poco più che pezzi di latta senz’anima. Non solo, ma i più autorevoli studi di settore dimostrano come il perimetro della copia privata si è notevolmente ampliato con il cloud. I consumatori non vengono affatto colpiti dalle tariffe di copia privata che, in realtà, gravano per un percentuale quasi irrisoria (considerando i prezzi degli apparecchi) sulle aziende multinazionali (e non italiane) che li producono. Gravissimo, infine, che si strumentalizzi questo drammatico momento per chiedere di bloccare una delle pochissime fonti di ristoro per gli autori e per l’industria culturale nel suo complesso - considerato che le attività di spettacolo sono doverosamente ferme - mentre aumenta in maniera esponenziale la vendita di prodotti digitali, visto che dobbiamo restare a casa”.

 

Articoli correlati