Il 29 marzo si è conclusa la mostra Carthago. Il mito immortale promossa dal Parco archeologico del Colosseo con l’organizzazione di Electa. I 36 musei ed enti prestatori che hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa, distribuiti in tutto il Mediterraneo dal Libano alla Tunisia, a Malta, alla Spagna, fino alle regioni italiane quali la Sardegna e la Sicilia e le numerose istituzioni museali del Paese, dimostrano l’ampio respiro della mostra che ha ospitato più di 400 reperti, all'interno di un racconto distribuito tra il II millennio a.C. e l’età bizantina (VI sec. d.C.).

Nei cinque mesi in cui è rimasta aperta al pubblico, l'esposizione è stata visitata da più di 2 milioni e 300.000 visitatori, ricevendo numerosissime recensioni da quotidiani nazionali e internazionali. Nel corso dei mesi di esposizione la mostra è stata arricchita da eventi e momenti di incontro nell’ambito della rassegna I martedì di Carthago: performance musicali e teatrali e percorsi di calligrafia fino alle giornate di studio dedicate alla cultura fenicia e cartaginese tra Sicilia e Sardegna. Il ruolo del Mediterraneo è stato inoltre al centro dell’incontro con Lucio Caracciolo. A dicembre l’esposizione si è ampliata con la mostra fotografica di Marianne Catzaras, Carthage ou la memoire des pierres, una raccolta di scatti inediti della città di Cartagine.

L’esibizione ha avuto un grande successo anche sul web, grazie al lavoro del Servizio Comunicazione del PArCo. Ogni mercoledì sono stati pubblicati sugli account social istituzionali (facebook, twitter, instagram, @parcocolosseo) dei post speciali all'interno di una rubrica dedicata, con approfondimenti sui reperti o interviste ai curatori (Alfonsina Russo, Francesca Guarneri, Paolo Xella, José Ángel Zamora López, Martina Almonte e Federica Rinaldi) raccolte in una playlist sul canale Youtube del PArCo.

Nell'ambito della mostra sono state sviluppate due importanti attività didattiche, coordinate da Coopculture, che hanno avvicinato pubblici molto diversi alla storia millenaria di Cartagine. Grazie a “Tessere di storie” gli studenti del secondo ciclo della Scuola Primaria e del I grado della Scuola secondaria si sono cimentati nella realizzazione di un mosaico partendo dagli straordinari esempi musivi esposti nella Rampa imperiale al Foro Romano. Con “Aleph” invece si è mirato a realizzare un progetto di comunicazione social dedicato a migranti minori non accompagnati e studenti italiani del Liceo Classico Pilo Albertelli, Civico Zero e CPIA - Centro Provinciale Istruzione Adulti. Gli studenti sono stati impegnati in corsi, seminari di calligrafia, lezioni di comunicazione digitale, visite guidate.

In seguito al DPCM dell’8 marzo, la mostra è stata chiusa al pubblico, ma si è intensificato il lavoro sui canali web e social del PArCo. Per concludere questa eccezionale avventura, che ha riportato Roma e Cartagine al centro del dibattito storico, il 29 marzo 2020 si è svolto il finissage online: una novità per il PArCo e per gli enti museali coinvolti e aperto da un video del Direttore del PArCo, Alfonsina Russo, che ha inviato il suo messaggio di ringraziamento a chi ha partecipato alla mostra: “Portiamo sui social la grande festa che avevamo immaginato di tenere al PArCo in onore del Mediterraneo, della sua cultura che nei secoli ha rappresentato uno straordinario esempio di tolleranza e di dialogo tra i popoli.”

L’evento online - durato per l'intera giornata di ieri ma destinato a essere rilanciato per le prossime due settimane - ha ripercorso la storia della mostra e proposto al pubblico, grazie a una articolata galleria di immagini e video, una nutrita selezione dei materiali in allestimento. Dalle 13.00 e fino alla mezzanotte, inoltre, sono stati invitati e hanno preso parte all'evento tutti gli enti prestatori, ognuno rappresentato dai propri pezzi, da direttori e curatori, dai courier che hanno accompagnato i reperti, in una grande festa online che ancora una volta ha unito il Mediterraneo in un unico grande respiro.

L'evento e i contenuti condivisi nella “Discussione” resteranno disponibili online e accessibili al pubblico, così da dare a tutti coloro che non hanno avuto modo di visitare la mostra, la possibilità di conoscere e vedere i materiali, insieme agli enti e ai professionisti coinvolti.​

 

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