Molti i contributi pervenuti a Letture Lente e all'iniziativa Fabbricare Fiducia di Andrea Bartoli. Vi proponiamo alcuni iniziali spunti di riflessione “trasversali”.

Letture Lente ha colto ed esteso l'invito di un grande innovatore sociale, Andrea Bartoli: una riflessione collettiva per immaginare il futuro. Con “Fabbricare Fiducia” condivide sui social il frutto di una domanda aperta a cento suoi compagni di viaggio, ai quali abbiamo unito il nostro network:

“Cosa (e come) potrebbe e dovrebbe diventare l’Italia e/o il Mondo non appena avremo messo il punto a questa terribile pandemia?”

Ecco alcuni contributi con l'intento di arricchire il pensiero connettivo e contribuire ad alimentare l'interpretazione degli scenari presenti e futuri. E vi invitiamo a seguire #letturelente e l'iniziativa di Andrea Bartoli anche nei prossimi giorni. Continueremo a raccogliere stimoli per immaginare nuove dimensioni e comprendere il mondo che ci aspetta.

Buona lettura lenta.

Adesso ci siamo. La sfida è politica. Lavoriamo sui gangli dei sistemi sociali ed economici

Una riflessione di Flaviano Zandonai e Francesca Gennai

“Qualsiasi cosa ci sia dietro l'angolo dovremmo affrontarla, anzi meglio, contribuire a costruirla, rieducandoci al futuro. Un passaggio che appare evidente ora che abbiamo imboccato l'ultimo miglio di un cambio d'epoca dopo aver evocato per anni un “salto di paradigma”. Adesso ci siamo. Per significare e agire il futuro non basta sforzarsi di acquisire conoscenze e informazioni da fonti certe e autorevoli, ma serve anche rigenerare le nostre capacità relazionali e cognitive”.

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Società e cultura post Covid-19: lontane, vicinissime

Una riflessione di Anna Chiara Cimoli e Maria Vlachou

Per guardare al futuro “il lavoro volontario deve essere una scelta, e noi difendiamo la dimensione politica del nostro, ma il lavoro va riconosciuto e non si possono accettare situazioni ambigue, né in ambito accademico né altrove, soprattutto pensando a chi, più giovane, si affaccia a questo mondo e ha gli stessi diritti di tutti”.

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Ritorno al futuro

Una riflessione di Alice Avallone

“Il vero confronto lo stiamo portando avanti con il tempo, non con lo spazio. È con il tempo che ci stiamo misurando, abituati come eravamo ad avere tutto e subito, a imbrigliarlo nelle nostre agende fitte di appuntamenti e, ammettiamolo, anche a sprecarlo”.

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Pensieri del giorno 12 dell'era della quarantena

Una riflessione di Cristina Da Milano

“Gli esseri umani sono campioni di adattamento, sono capaci di risorgere dalle ceneri, di sfruttare le crisi per trasformarle in nuovi inizi: dobbiamo affrontare la sfida di cambiare il nostro modo di concepire le società aperte, i sistemi di welfare, i sistemi educativi e quelli culturali, il ruolo delle istituzioni sovranazionali per rispondere in maniera coerente ed efficace a crisi di questo genere”.

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Ripartire da un'Italia “consistente”

Una riflessione di Marcella Mallen

“Senza competenze non c'è lavoro produttivo, non c'è equità né qualità, non c'è spazio per la partecipazione civica, non c'è ambiente favorevole all'innovazione e alla creatività. Senza competenze non si può costruire una cultura inclusiva e meritocratica in grado di valorizzare la diversità di genere, di genti, di generazioni”.

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La Creatività Estrema ci salverà!

Una riflessione di Luigi Patitucci

“Tutte le scale dell'organizzazione umana possono combinarsi e ricombinarsi tra loro innumerevoli volte, generando soluzioni inattese e nuove. La questione di dover affrontare la risoluzione di problemi estremi a scale estreme, può già da sola generare le condizioni per il coinvolgimento delle persone comuni. È arrivato dunque il momento di giocare le nostre carte a scale estreme”.

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La funzione politica dell'immaginario

Una riflessione di Agostino Riitano

“Sì, l'immaginario ha una funzione politica. Pone questioni, apre strade. Dobbiamo decidere di vedere qualcosa anche dove a prima vista non vede nulla. L'immaginario non è un semplice agglomerato di immagini, ha un valore esistenziale, sia che l'uomo razionalizzi l'immagine a discapito del potere simbolico, sia che questo invece prevalga come nelle visioni poetiche. L'immaginario ha una semantica che può essere organizzata, che è esso stesso linguaggio e, in quanto tale, può essere trasmesso e rinnovato. Può combinarsi ad altre pratiche. L'immaginario può essere attivato con consapevolezza e può essere guidato per favorire la coesione e la rifondazione della nostra comunità”.

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La sfida della discontinuità e il ruolo dei centri culturali ibridi

Una riflessione di Linda Di Pietro

“Per fronteggiare il subito dopo servono organizzazioni in grado di progettare nel presente, e con gli strumenti del presente, nuove forme di incontro tra arte e corpi, tra corpi e corpi e tra corpi e ambiente. Organizzazioni che sappiano sviluppare un dialogo plurale e inclusivo tra artisti e comunità. Laboratori di pubblica utilità per comunità interdipendenti che siano in grado di condividere risorse e prendersi cura gli uni degli altri. Sono luoghi e organizzazioni che già esistono ma che sono stati finora minoranza narrativa del Paese. Sono i nuovi centri culturali nati da esperienze di attivismo, spazi che pongono al centro pratiche di innovazione culturale e artistica, sociale e civica”.

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Letture Lente fa da soundboard a un’iniziativa di Andrea Bartoli (fondatore di Farm Cultural Park),  invitando altre voci a contribuire a una riflessione corale sul futuro.

 

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