“Siamo al lavoro con gli assessori alla cultura di Milano, Napoli, Genova, Torino, Cagliari, Firenze, Palermo, Bologna, Venezia, Ancona e Bari per rafforzare le misure a supporto di lavoratori e organizzazioni, e per preparare da subito il rilancio del Sistema Cultura italiano e le profonde innovazioni che serviranno dopo il Coronavirus. Ieri, in streaming ci siamo confrontati positivamente con il Ministro della Cultura Franceschini e i vertici della struttura tecnica”. Così il vicesindaco e assessore alla Crescita culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo.

“La cultura italiana costituisce una parte considerevole del patrimonio culturale mondiale – ricorda Bergamo sulla sua pagina Facebook -. Da oltre duemilasettecento anni quello che l’Italia crea e il patrimonio culturale che accumula e tutela, riguardano tutti gli uomini e le donne del pianeta, presenti e futuri. Questa propensione a creare e questa consapevolezza della necessità di tutelare, sono ciò che ci definisce nel mondo. In campo artistico e scientifico”.

“Con questa consapevolezza dobbiamo fare i conti una crisi che non ha precedenti nella storia moderna. Una crisi che ha e continuerà ad avere effetti profondi su questa specifica qualità italiana, sulle persone che ne sono protagoniste con il loro lavoro, sulle diverse organizzazioni che producono servizi, beni, attività in generale. Le città sono il luogo in cui più che altrove questa ricchezza italiana si genera”.

Bergamo elenca gli argomenti di cui si è discusso nella videoconferenza tra gli assessori alla Cultura delle principali città italiane e il ministro Franceschini: “Assicurare misure generalizzate a sostegno del reddito per la durata della crisi, che garantiscano anche tutti i lavoratori inclusi: autonomi “occasionali”, in somministrazione, intermittenti, a tempo determinato, insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”. 

“Destinare risorse per le micro, piccole e medie imprese, cooperative e associazioni culturali, anche a partire dal fondo di 130 mln di euro già istituito Decreto cura Italia e assicurare l’erogazione integrale dei fondi già assegnati con il FUS. Estendere la possibilità di sponsorizzazioni e donazioni defiscalizzate in regime, al numero più ampio possibile di iniziative e investimenti culturali, a partire dall’Art Bonus”.

“Istituzione di un fondo straordinario per la cultura e di compensazioni per le mancate entrate dei Comuni di fonti destinate al finanziamento delle attività culturali. Esplorare possibili misure per il sostegno alla progettazione e produzione in ambiente digitale, insieme al Ministero per l’innovazione tecnologia e la digitalizzazione. Continuare il confronto per la gestione della crisi e per progettare da subito una strategia concordata e coordinata di rilancio del settore culturale”.
 

 

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