"La cultura va sostenuta sia sul lato dell'offerta che della domanda, così da rimettere in moto il mercato nel post-lockdown: va sicuramente garantito il sostegno alle imprese culturali e dello spettacolo, ma dobbiamo pensare anche ai consumatori di cultura, colpiti purtroppo sia da una contrazione della capacità d'acquisto che dagli effetti sociali dei decreti di contenimento del Covid-19”. Così il deputato capogruppo di FDI in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, Federico Mollicone.

“Non possiamo permetterci una Nazione senza teatri e senza cinema, senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori, parchi divertimento, senza spettacoli, senza concerti, senza produzioni cinematografiche, senza musei, senza gallerie d’arte - prosegue Mollicone -. Vanno, quindi, garantiti nel decreto “marzo” l’estensione del fondo per le emergenze anche ai settori dell’industria libraria, fonografica, discografica, dei servizi museali, mostre temporanee - così da recepire anche i numerosi appelli lanciati dal mondo culturale - fra cui Federculture -, l’introduzione di un credito d’imposta per gli affitti di teatri, cinema e sale per spettacoli, l’estensione del reddito di ultima istanza anche ai lavoratori dello spettacolo, l’aumento dell’indennità già introdotta, un prolungamento della durata dei provvedimenti per le sospensioni contributive e tributarie, un credito d’imposta per l’editoria per l’acquisto della carta”. 

“È necessario - in vista del termine dell'emergenza sanitaria e il rilancio necessario della domanda - introdurre, come richiesto da FdI in alcuni subemendamenti al decreto Marzo, delle misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo diventino strutturali, causando una flessione nella richiesta di domanda di cultura per molti mesi. In particolare, chiediamo al ministro Franceschini di recepire, guardando già al rilancio dell'Italia culturale, la nostra storica proposta per la detrazione dei consumi culturali individuali, come l'acquisto di dvd, libri, biglietti per teatro e musei, alla pari della detrazione a fini fiscali dei ticket medicinali, e di aumentare i termini di validità dei voucher per gli eventi e spettacoli da 12 a 18 mesi, dato che riorganizzare la stagione degli eventi teatrali o di musica sarà complicato alla luce dell’affollamento dei calendari che si avrà in seguito alla fine dell’epidemia. Dobbiamo avere un'idea di futuro per la Nazione, che possa rilanciare il settore culturale, ora allo stremo”.

Infine, “a fronte dell'importante ruolo che riveste la cultura nel limitare gli effetti psicologici dell'isolamento, inserire nuovamente i beni di consumo culturali in formato fisico nella lista dei beni di prima necessità e renderli reperibili almeno attraverso le spedizioni via corriere."

 

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