Un incontro "urgente" al governo "coinvolgendo il complesso delle realtà che operano nel settore, senza trascurare in alcun modo quelle medie e piccole", viene richiesto dagli operatori della filiera delle mostre in una lettera inviata ai ministri dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini e dell'Economia, Roberto Gualtieri e, per conoscenza, tra gli altri, al premier Giuseppe Conte, al ministro degli Esteri Di Maio e ai presidenti delle commissioni Cultura di Camera e Senato, Luigi Gallo e Mario Pittoni.

"Gli effetti della crisi sanitaria in atto, determinata dall’emergenza Covid-19, fra le altre conseguenze hanno anche quella di mettere in ginocchio tutta la filiera degli organizzatori delle mostre culturali, formata da piccole, medie e grandi società e associazioni organizzatrici, da musei privati e case-museo, da ditte specializzate nei trasporti, da broker assicurativi, da case editrici, da allestitori e da artigiani del settore, da curatori e specialisti, dalle gallerie d’arte, da testate giornalistiche e on-line del settore", segnalano gli operatori della filiera.

"La filiera delle mostre è cresciuta in Italia, in questi anni, realizzando un volume d’affari annuo vicino ai 200 milioni di euro. Il mondo delle gallerie d’arte e delle mostre ad esse collegate genera inoltre un movimento economico crescente. La valenza culturale di questo settore è diventata strategica, nell’ambito del rilievo di tutta l’impresa culturale. Le mostre avvicinano all’arte e alla cultura settori crescenti della popolazione, a partire dalle scuole, dai giovanissimi, dalla terza età. E’ superfluo poi soffermarsi sulla capacità di attrazione territoriale e turistica, veicolata da mostre di diverse dimensioni, che riguarda non tanto le grandi città, ma soprattutto un diffuso tessuto di medie e piccole città, vera spina dorsale del Paese".

"All’estero le mostre italiane contribuiscono a realizzare una insostituibile azione diplomatica e di promozione del Paese,  oltre a portare in Italia risorse economiche destinate a finanziare i musei prestatori. Questo settore ha già dovuto fare i conti in questi anni sia con politiche verso l’impresa che non riconoscevano lo specifico dell’’attività delle mostre -dal regime fiscale agli effetti dello split payment, con le nostre realtà costrette a anticipare l’Iva ai propri fornitori senza poterla incassare dalle amministrazioni pubbliche- sia con procedure amministrative del Mibact sempre più discrezionali e poco trasparenti in merito alle autorizzazioni al prestito delle opere".

"Oggi la chiusura delle mostre imposta dall’emergenza può determinare un collasso di molte attività e imprese, e dell’intera filiera. Apprezziamo le prime misure generali assunte dal Governo col Decreto Cura Italia del 17.3.2020, che permettono il rinvio dei pagamenti degli oneri sociali, la Cassa Integrazione in deroga, anche per le piccole aziende, e il sostegno alle banche per la sospensione di crediti e mutui. Ma è il momento di fare di più".

Queste le richieste degli operatori della filiera delle mostre: "Si riconosca uno status comune a tutte le imprese e ai privati che operano nella filiera delle mostre; gli oneri sociali vengano fiscalizzati fino al 31.12.2020; si riduca l’IVA per tutte la filiera del settore al 4%; si realizzi, col sostegno di CdP, Mediocredito centrale, Credito Sportivo, Invitalia uno speciale Fondo per la cultura, al cui interno prevedere: 1) interventi di sostegno alle realtà che hanno avuto perdite economiche e mancati introiti a causa della chiusura delle mostre, con criteri certi e trasparenti; 2) interventi di sostegno alle mostre che nei due anni successivi alla riapertura dovranno promuovere il nostro Paese, in Italia e all’estero; 3) un credito di imposta del 90% per le erogazioni liberali a sostegno di tutta la filiera della cultura per il prossimo biennio; 4) un voucher di 500 euro a famiglia da spendere per mostre, teatro, altre attività culturali; - si preveda per tutti i lavoratori precari della cultura e le partite Iva, un assegno mensile di 600, registrando un apposito albo di operatori culturali presso l’INPS; - si definiscano regole trasparenti e al passo coi tempi in materia di autorizzazioni al prestito delle opere".

 

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