Si trasforma in video la mostra Sumo. Lo sport sacro del Giappone. Per gli appassionati di sport, ma anche di storia antica e cultura nipponica, il Museo delle Civiltà  - Museo preistorico etnografico “Luigi Pigorini” di Roma pubblica sul canale youtube del Mibact, in occasione della campagna nazionale La cultura non si ferma,  il percorso espositivo inaugurato il 4 marzo nell’atrio dell’istituto, la cui fruizione è stata interrotta dall’emergenza coronavirus.

Il filmato, con l’hashtag #iorestoacasa, offre l’opportunità di scorrere tra stampe, documenti antichi e fotografie alternando brevi testi sull’evoluzione del sumo da rito religioso ad arte militare, a disciplina marziale nell’accezione sportiva più moderna.

Sumo. Lo sport sacro del Giappone rientra nel progetto di ricerca Lo sport museo del mondo che il Museo delle Civiltà porta avanti da tempo, consentendo la conoscenza di diverse discipline e dei popoli. Interessanti curiosità anche per un pubblico ‘non proprio da ring’: la lotta sacra giapponese rappresentava, nelle origini shintoiste, l’invocazione agli dei, perché concedessero raccolti abbondanti; divenne, tra VII e il XII secolo, intrattenimento nelle cerimonie della corte imperiale, per poi essere inserita nei programmi di addestramento militare. La disciplina secondo il regolamento moderno si sviluppa nel XIX secolo, quando l’imperatore Mutshito, per contrastare “l’eccessivo occidentalismo”,   recupera le antiche tradizioni e i lottatori di sumo (sumotori), selezionati in età da scuola media, diventano vere e proprie star, in un percorso di carriera che, per molti aspetti, è evoluzione della propria classe sociale, con uno stato di rango che si identifica con abiti tradizionali e l’acconciatura da samurai.

Il video propone anche un breve excursus tra le regole della lotta e i termini tecnici principali.

In questo periodo in cui musei, parchi archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema sono chiusi a casa del’emergenza coronavirus, il Mibact, attraverso un impegno corale di tutti i propri istituti, mostra così non solo ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il ‘backstage’ dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, tutela, valorizzazione e didattica. Attraverso i sito e i propri profili social facebook, instagram e twitter il Ministero rilancia le numerose iniziative delle istituzioni pubbliche e private che hanno inviato i contributi video  in occasione della maratona solidale “L’Italia chiamò”.

Funge data base - aggregatore complessivo di tutte le attività - la pagina la pagina La cultura non si ferma, in continuo aggiornamento, dove sono presenti altre iniziative dei luoghi della cultura nazionali.

 

 

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