“Leggiamo in queste ore l’appello lanciato sul Manifesto da intellettuali e scrittori per riaprire le librerie, e l’intervento dell’onorevole Lattanzio (leggi) che segue quello del senatore Renzi: tutti interventi che apprezziamo perché partono dall’assunto che il libro è un bene necessario e che le librerie, che ne sono i luoghi deputati alla vendita, potranno quando e dove le condizioni sanitarie lo consentiranno essere aperte così come avviene per altre attività commerciali in questo momento". Lo dichiara Paolo Ambrosini, presidente dell’Associazione Librai Italiani aderente a Confcommercio.

“Come Ali Confcommercio riteniamo doveroso continuare a rispettare quanto indicato dal governo anche se non abbiamo accettato l’idea che il libro non sia un bene primario” continua Paolo Ambrosini “Da settimane lavoriamo per dare la possibilità ai nostri librai, che lo vogliono. di poter consegnare a domicilio o tramite corriere, sempre avendo attenzione alle condizioni sanitarie.”

“Ci spiace – conclude il presidente di ALI - leggere che agli appelli abbia voluto rispondere l’Adei che rappresenta gli editori e non i librai. Li invito per il futuro a non farsi espressione di pensieri e parole altrui, lasciando quindi a noi le scelte e le valutazioni che ci competono.”

 

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