Il desiderio di progettare un futuro possibile, ripartendo dalla cultura dell’abitare. Nel cassetto il grande sogno di una Biennale del Mediterraneo a Taranto, culla della Magna Grecia, città resiliente abituata a essere sospesa tra lavoro e salute. Giuseppe Fanelli, giovane imprenditore è alla guida di MAS – Modern Apulian Style, una dinamica società tarantina di architettura, ingegneria e comunicazione. La società è impegnata da anni nella promozione culturale e organizza, insieme al Comune di Taranto, la MAS WEEK, settimana dedicata all’architettura, al cinema, all’arte e al design. Ecco il suo punto di vista sulla situazione che stiamo vivendo a causa del Coronavirus e sul ruolo dei creativi. 

L’emergenza Covid-19 ha trasformato improvvisamente il nostro modo di lavorare. Come state affrontando questo cambiamento?

Stiamo tutti vivendo un momento molto complesso e doloroso. Come diceva Gandhi: “La vita non è aspettare che passi la tempesta ma imparare a ballare sotto la pioggia”. Ballare sotto la pioggia significa prepararsi per il futuro e la squadra MAS si sta preparando riflettendo, sta provando a ballare interrogandosi sul futuro delle questioni relative all’ingegneria, all’architettura, alla comunicazione, all’arte e alla creatività in genere. 

In che modo le industrie creative possono dare il loro contributo in questo momento di crisi?

È necessario investire sulle “industrie creative e di progettazione”. Ingegneri, architetti, designer, creativi, artisti, possiamo progettare tutti insieme la rinascita e bisognerebbe partire subito. Ora che siamo costretti nelle nostre case potremmo essere impiegati in maniera utile, magari dal pubblico, per immaginare e pianificare la ricostruzione del post-coronavirus. Ad esempio attraverso l’individuazione, la progettazione o riprogettazione delle opere strategiche di cui il Paese ha bisogno. Ma anche attraverso la rimodulazione delle unità abitative in termini funzionali e di miglioramento del rapporto costo/mq. Sarà inoltre importante ideare nuovi laboratori creativi da cui ripartire per il rilancio del Made in Italy e studiare campagne di comunicazione e di marketing territoriale per calibrare il turismo in un’ottica di sostenibilità, dato che forse quello “mordi e fuggi” ad un grande Paese come l’Italia non va più bene.
 
Come cambierà la nostra cultura dell’abitare?

La caratteristica principale della cultura mediterranea dell’abitare è il rispetto dell’ambiente e la capacità di adattarsi alla natura. Questo concetto è da riscoprire, oggi come non mai. Ed è in quest’ottica che diventa necessario ripensare il nuovo ambiente urbano e la relativa rinaturalizzazione; sviluppare nuove strategie per combattere l’inquinamento atmosferico e nuove idee per il rilancio dell’agricoltura. Ma la nostra cultura ci impone anche di riappropriarci dei valori della solidarietà, della collaborazione e del contatto umano. Citando il mio amico architetto Gianluca Peluffo: “Serve un nuovo Rinascimento nel rapporto individuo-città-paesaggio, e come tale capace di esprimere anche nelle forme dell’architettura una Comunità”.

Un momento per pianificare e progettare dunque. A cosa state pensando?

MAS è un gruppo di lavoro che vede riunite diverse figure professionali: architetti, ingegneri e creativi. Abbiamo in cantiere numerosi progetti sia nella nostra regione che su territorio nazionale. In ambito culturale vogliamo far partire da Taranto una campagna dal titolo #RiCreAttivaMenti, chiamando in causa i visionari di oggi per farci raccontare il futuro di domani. Con i colleghi Gemma Lanzo, Daniela Cavallo, Vincenzo Recchia e Cosimo Angiulli, stiamo intervistando, e continueremo a farlo finché non sarà cessata questa emergenza, architetti, artisti, scienziati, poeti, letterati, attori, musicisti, etc..  Le “pillole” video saranno presto lanciate sui nostri canali social e costituiranno la testimonianza di come oggi queste persone vedono il futuro e capiremo così quali siano le loro proposte, una specie di esercizio di “visione”. Ne nascerà poi un documentario e quando questa quarantena sarà passata lo proietteremo in giro per l’Italia. Ma stiamo pianificando anche sul lungo termine. Abbiamo da poco firmato un protocollo d’intesa con il Comune di Taranto per la creazione di una MAS Factory, un hub di servizi specialistici e per l’aggregazione di competenze in cui sviluppare ricerca e formazione sui temi dell’architettura, del design, dell’arte e del cinema e sarà anche utile ad impostare l’avvio della Biennale del Mediterraneo, il vero sogno nel cassetto.

Ci parla di questo progetto?

La realizzazione della Biennale del Mediterraneo a Taranto è per ora un sogno ma faremo di tutto affinché si avveri. MAS e il Comune di Taranto stanno lavorando per realizzare questo progetto ed aprire così una nuova stagione di ricerca incentrata sul Mediterraneo. La Biennale si proporrà di diffondere le nuove tendenze artistiche contemporanee di quest’area nei settori dell’arte, dell’architettura, del design e del cinema facendo di Taranto un luogo sempre più vitale e strategico. 

Ci ha parlato di “visione” del futuro, può parlarci della sua?

Faccio mie le parole di Nick Cave che ha recentemente dichiarato: “Forse vedremo il mondo con occhi diversi, con una reverenza più consapevole della meraviglia che è. Questo potrebbe essere, davvero, l’atto più creativo di tutti”. 

 

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