Si avvia ormai a superare le 1.500 firme il documento lanciato da Federculture per la costituzione di un Fondo speciale a sostegno delle attività culturali. L’iniziativa, nata sulla scia di una proposta di Pierluigi Battista, firma di punta del Corriere della Sera, in poche ore ha raccolto l’adesione di centinaia di esponenti del mondo della cultura, della letteratura, dell’arte, della musica, dello spettacolo, dell’editoria e di imprenditori italiani.

In particolare spiccano le firme di rappresentanti delle maggiori istituzioni culturali quali la Fondazione Maxxi di Roma, la Triennale di Milano, la Fondazione Musei Civici di Venezia, la Quadriennale di Roma, il Museo Egizio di Torino, il Museo Madre di Napoli, e il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, il Mart di Rovereto, il Palazzo delle Esposizioni; teatri come il Piccolo di Milano; società di servizio della cultura come Zetema, organizzazioni come il Touring Club Italiano e l’Adi, associazioni imprenditoriali da Confindustria all’Adei.

"Il successo di attenzione che sta ricevendo questo appello – commenta il presidente Cancellato – è direttamente proporzionale alla gravità della crisi che incombe sul tutto il settore della cultura italiana fatta da importantissimi presidi storici e da migliaia di piccolissime e validissime imprese creative. Mi auguro che le Istituzioni, primi fra tutti il Governo e il Ministero e con essi il Parlamento, vogliano assumere il senso di questa proposta come una delle prime reazioni positive di una parte rilevante del nostro Paese". 

L’appello rimane aperto ed è sottoscrivible sulla piattaforma change.org a questo indirizzo http://chng.it/nbgnfJcXpC

"Federculture - si legge nel testo dell'appello - raccoglie e rilancia l’idea, proposta da Pierluigi Battista sulle colonne del Corriere della Sera lo scorso 26 marzo, di dare vita ad un ossia Fondo Nazionale per la Cultura uno strumento d’investimento, garantito dallo Stato, aperto al contributo di tutti i cittadini che vogliano sostenere il settore culturale nell’attuale fase di emergenza e crisi di liquidità, conseguente alla chiusura generalizzata cui musei, cinema, teatri, librerie sono costretti".

"I riflessi della crisi Coronavirus sul vasto mondo dell’impresa culturale – l’ampia realtà costituita da musei, gallerie, teatri, cinema, siti archeologici, case editrici e librerie e dalle tante filiere di aziende di servizi, tecnici, artigiani, professionisti dell’innovazione e della creatività, imprese sociali e soggetti del terzo settore che impiegano centinaia di migliaia di persone – sono oggi drammatici e in prospettiva potrebbero essere fatali".

"Occorre sin da ora fare fronte alle immediate difficoltà finanziare delle imprese culturali non solo per garantirne la sopravvivenza, ma anche per permettere loro in futuro di tornare a produrre cultura e con essa valore aggiunto in termini di coesione sociale e di ricchezza economica. Nel nostro ordinamento esistono già strumenti ed enti che possono rendere subito operativo uno strumento che garantisca liquidità finanziaria a tutte le imprese della cultura che rischiano oggi il fallimento".

Per questo Federculture rivolge un appello a Governo e Parlamento affinché "si dia attuazione immediata alla costituzione del Fondo Nazionale per la Cultura e chiede il sostegno di tutte le altre associazioni, delle aziende, degli operatori e di chiunque sia consapevole che è sulla cultura che si deve investire per creare le basi della ricostruzione dopo la crisi". 

 

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