Scadrà il 30 aprile 2020 il termine per la presentazione delle domande per i contributi ordinari alle istituzioni culturali per il triennio 2021-2023. Si tratta dei contributi previsti dalla legge 534/1996 contenente “Nuove norme per l’erogazione di contributi statali alle istituzioni culturali”. 

L’avviso pubblicato sul sito della Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore del Ministero per i Beni culturali rimanda, per le specifiche riguardo alle modalità di presentazione delle domande, alla circolare n. 101 del 28 febbraio 2017. L’avviso specifica anche che, “considerata la complessa situazione epidemiologica”, gli istituti invieranno la richiesta mediante posta elettronica certificata (PEC), all’indirizzo: istituzioniculturali@mailcert.beniculturali.it

VALUTAZIONE DELLE DOMANDE

Le istanze vengono valutate sulla base di indicatori di valutazione. In particolare, degli istituti culturali viene valutata la rilevanza nazionale e internazionale delle attività svolte, l’attività e i programmi di ricerca, innovazione e formazione di rilievo nazionale e internazionale, l’attività editoriale in relazione alla continuità dell’impegno e alla qualità delle pubblicazioni. Si valuta la consistenza del patrimonio culturale in possesso, la promozione e la fruizione dello stesso oltre che la valorizzazione di progetti e iniziative finalizzate a creare reti tra istituzioni culturali. 

Una volta effettuata la valutazione delle istanze, si predispone una relazione che viene sottoposta al parere del Comitato tecnico-scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali. Il parere del Comitato viene inviato alle Commissioni parlamentari competenti per materia per il parere che porta alla predisposizione del decreto interministeriale di emanazione della tabella triennale, sottoscritta da Mef e Mibact.

I CONTRIBUTI STATALI AGLI ISTITUTI CULTURALI

L’assegnazione dei contributi alle istituzioni culturali applica le disposizioni della legge 534/1996, in tema di “Nuove norme per l’erogazione di contributi statali alle istituzioni culturali”. La normativa prevede, infatti, che le istituzioni culturali in possesso di specifici requisiti possano essere ammesse al contributo ordinario annuale dello Stato. L’elenco degli istituti culturali ammessi a contributo è stato emanato per la prima volta a seguito dell’entrata in vigore della norma. Esso viene sottoposto a revisione ogni tre anni.

In particolare, è l’articolo 1 della legge a prevedere che le istituzioni, se in possesso dei requisiti sotto elencati, possano essere ammesse, a domanda, al contributo ordinario annuale dello Stato, mediante l’inserimento in apposita tabella triennale. Gli istituti culturali devono essere in possesso della personalità giuridica e non avere finalità di lucro. Ade essi si chiede, come requisito, il promuovere e svolgere in modo continuativo attività di ricerca e di elaborazione culturale documentata e fruibile, disporre di un rilevante patrimonio bibliografico, archivistico, museale, cinematografico, musicale, audiovisivo, fruibile dal pubblico in forma continuativa e svolgere e fornire servizi di accertato e rilevante valore culturale.

Ulteriori requisiti in capo agli istituti culturali che vengono inseriti in tabella sono lo sviluppare attività di catalogazione ed applicativi informatici, organizzare convegni, mostre e altre manifestazioni di valore scientifico e culturale in relazione all’attività svolta, svolgere l’attività sulla base di un programma triennale, svolgere attività editoriale o comunque di promozione di pubblicazioni e disporre di una sede adeguata e delle attrezzature idonee per lo svolgimento delle proprie attività.
Gli istituti devono inoltre essere costituiti e svolgere attività continuativa da almeno cinque anni. Di tale attività, nel momento della presentazione della domanda di inserimento, dovrà essere documentato almeno l’ultimo triennio.

 

Articoli correlati