L’undicesimo anniversario del terremoto che, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, causò all’Aquila e nel suo territorio distruzione e morte “ci chiama tutti al ricordo, a quella città distrutta, spettrale e vuota del 2009”. E’ quanto dichiara Alessandra Vittorini, Soprintendente per L’Aquila e cratere, che dal 2012 segue la ricostruzione e il restauro dei monumenti danneggiati dal sisma.

“Da allora è iniziata la difficile sfida della ricostruzione, un percorso di recupero, costante e progressivo che ha visto nel centro storico e nel suo patrimonio culturale i luoghi di una nuova e ritrovata identità, di una appartenenza collettiva fatta di memoria e di rinascita, di ricordi e di visioni, di passato e di futuro. Anche nei piccoli centri e nel territorio. Per questo abbiamo lavorato tutti, con impegno ininterrotto. Oggi la città – evidenzia ancora la Soprintendente - è nuovamente vuota, per una nuova drammatica emergenza. Bella e spettrale. Un vuoto che fa ancor più male quando impedisce, qui come nei tanti altri luoghi colpiti dal virus, la celebrazione dei riti collettivi del ricordo e del dolore”.

“Ora, più che mai, la memoria di quanto accaduto, insieme all’impegno per la rinascita, deve essere unione, condivisione e partecipazione. Anche nel nome dei tanti che, ieri come oggi, qui come altrove, non sono più con noi.”

Un messaggio con cui la Soprintendente Vittorini ha voluto rappresentare la vicinanza di tutta la Soprintendenza - con il suo personale impegnato da undici anni nella ricostruzione post sisma - alla città e al territorio e alle autorità che hanno presenziato alla cerimonia di questa notte, in rappresentanza di tutti coloro che hanno potuto partecipare solo a distanza.

 

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