La cultura dovrà essere un elemento di rinascita economica e sociale una volta terminata la fase emergenziale scatenata dal coronavirus. Lo sottolinea Lavinia Colonna Preti, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Treviso, in un’intervista ad AgCult nella quale affronta aspetti nazionali e locali del settore culturale, con un occhio al momento attuale e alle scelte future.

Colonna Preti ha partecipato la scorsa settimana alla videoconferenza organizzata dall’assessore alla Cultura della Regione Veneto, Cristiano Corazzari, a cui sono stati invitati gli assessori di riferimento dei capoluoghi di provincia (leggi). “Lo ringrazio per l'importante iniziativa, è la prima volta che nasce un tavolo permanente tra gli assessori alla Cultura dei capoluoghi di provincia – spiega -. E’ necessario fare un fronte unico e coeso nel momento in cui ci sono da avanzare richieste al governo. Gli obiettivi sono molteplici. Innanzitutto, quello del sostegno economico al settore e contemporaneamente preparare un piano strategico post emergenza”.

“Chiaramente i tempi sono ancora incerti – rimarca l’assessore -, però si può buttare giù un programma di massima con l’aiuto della Regione per ipotizzare a luglio una serie di eventi in tutte le città, accompagnati da una forte campagna promozionale. Penso a manifestazioni cinematografiche all’aperto e a teatri itineranti. La cultura, in questo momento emergenziale e anche una volta che la crisi sarà finita, deve porsi due obiettivi prioritari: aiutare economicamente e dare sostentamento alle famiglie dei lavoratori e alle maestranze del settore; svolgere un ruolo sociale, cioè portare fiducia e speranza tra i cittadini”.

In questo senso, nella lettura di una cultura a forte valenza psicologica, dichiara Colonna Preti, “stiamo pensando di organizzare a Treviso un Festival della Felicità, come declinazione 2020 del nostro Festival ‘Arte Magica’. Nel luglio 2019, infatti, presso le piazze cittadine e nel nostro Polo Museale, avevamo organizzato ‘Arte Magica’ e tra le varie iniziative avevamo lanciato le Visite Magiche al Museo in cui le opere d’arte venivano raccontate attraverso il linguaggio della magia e l'arteterapia. Ha riscosso uno straordinario successo, con oltre tremila visitatori in tre giorni, e pensiamo di riproporlo anche la prossima estate avvalendoci non solo dell'arteterapia ma anche di tecniche di mental coaching legate alla ricerca della felicità”.

Imprescindibile, sottolinea Colonna Preti, “sarà creare una sinergia tra cultura e turismo. Mi appello non solo al ministro Franceschini, ma anche a Regioni e tavoli tecnici del turismo affinché, quando ci sarà la ripartenza del mercato domestico, si crei un coordinamento tra i due settori. Penso ad eventi da trasformare in pacchetti turistici per favorire le mini permanenze dei turisti e ad accordi con mezzi di trasporto locali e nazionali per agevolare con degli sconti gli spostamenti dei visitatori. Insomma, la cultura faccia da traino al turismo”. Nel decreto Cura Italia, al vaglio del Parlamento, ricorda l’assessore, “potrebbero essere messe delle misure fiscali a vantaggio del turismo, detraibilità per chi decide di fare le vacanze in Italia. Sarebbe importante pensare anche a un bonus cultura vero e proprio, sottoforma magari di buoni spesa per eventi culturali”.

Proprio Franceschini ha avuto un incontro in streaming con gli assessori alla Cultura delle principali città (leggi) che hanno avanzato al titolare del Mibact una serie proposte. “Ho apprezzato l’iniziativa e ringrazio il ministro che si è fatto sentire subito – commenta Colonna Preti -. La rinascita del Paese non può prescindere dal coinvolgimento attivo degli enti locali e sottoscrivo a pieno le richieste degli assessori”.

Colonna Preti sottolinea alcuni aspetti fondamentali quali la velocità e l’ascolto. “Velocità – spiega - nel senso che non si deve indugiare nelle misure da adottare. E poi ascoltare anche quel mondo variegato composto dalle piccole associazioni, ci sono tante specificità che non possono essere trascurate, penso, per esempio, a un settore come la danza, mi riferisco alle scuole private, che non deve sparire”.

Ma gli esempi sono tanti. “Bisognerà pensare in maniera lungimirante alle detrazioni fiscali per il settore cinematografico se per necessità i film italiani saranno proiettati solo su piattaforme digitali, al sostegno per gli organizzatori delle mostre, all’appoggio fondamentale dei mecenati privati con incentivi e margini più alti di detraibilità”.

A Treviso si guarda al domani. “Stiamo già investendo molte risorse nello ‘svecchiamento’ del Polo Museale – anticipa Colonna Preti -. Il che significa più digitalizzazione e, in questo senso, auspico riforme che implichino meno burocrazia per rendere più snelle le procedure di acquisti o per potersi avvalere di collaborazioni esterne. Abbiamo già lanciato l’iniziativa digitale online Art Delivery per aprire le porte dei luoghi di cultura più rappresentativi della città, temporaneamente chiusi, e farli entrare nelle case dei cittadini. E stiamo progettando una App per le visite virtuali nella sede del Museo Santa Caterina”.

Ma la cultura deve fare da volano anche alle imprese locali. “Stiamo lavorando a una filiera che colleghi il Polo museale, l’università e le aziende. Il nostro forte sono i prodotti artigianali e manufatturieri e vanno legati alle arti applicate per dare risalto alla storia locale. Insomma, lavoriamo per rendere più appetibili i nostri progetti in modo da coinvolgere le imprese del territorio”, conclude Colonna Preti.
 

 

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