L’inserimento del Castello di Sammezzano tra i 7 siti più a rischio in Europa “è un segnale importante per il recupero e la valorizzazione della struttura", "ogni luce accesa sul Castello, ogni mossa concreta per preservare questo gioiello è assolutamente ben accetta”. Lo sottolinea ad AgCult la deputata Yana Ehm (M5S), componente della commissione Esteri della Camera, da sempre in prima linea per il recupero del sito toscano. Negli scorsi giorni Europa Nostra, la federazione pan-europea per il patrimonio culturale, ha inserito il Castello nella lista dei “7 Most Endangered”, il programma comunitario volto ad individuare i 7 siti culturali più in pericolo presenti sul territorio europeo e a mobilitare soggetti pubblici e privati affinché ne venga garantito il recupero.

“Parlare del Castello di Sammezzano è per me, che sono del territorio, un’opportunità preziosa e l’inserimento tra i 7 siti più a rischio in Europa è un segnale importante per il recupero e la valorizzazione della struttura, affinché possa essere apprezzata in tutto il suo splendore”, spiega la Ehm. “A volte non ci rendiamo conto del patrimonio culturale incredibile che ci circonda e che abbiamo il dovere di conservare. Sul valore artistico e culturale del castello non ci sono dubbi: un esempio unico di orientalismo in Italia ed in Europa, da togliere letteralmente il fiato, che è abbandonato da tempo e che oggi vive un concreto rischio di deterioramento. Ogni luce accesa sul Castello, ogni mossa concreta per preservare questo gioiello è dunque assolutamente ben accetta”.

"IL PRIMO PIANO DEL CASTELLO E' IN BUONO STATO"

Un impegno, quello per la salvaguardia del sito, che la deputata M5S ha intrapreso dal suo primo giorno di mandato parlamentare e che l’ha portata a visitare più volte il Castello: “Il fatto di abitare a pochi chilometri da Sammezzano e di vederlo dunque frequentemente, mi ricorda che dobbiamo assolutamente vincere la battaglia per la sua rinascita. Ho avuto la fortuna di visitare il castello in più occasioni e di fare un sopralluogo anche in veste di parlamentare con una consigliera del ministero dei Beni Culturali. Ho potuto constatare, anche con un po’ di stupore, che il primo piano è in buono stato, nonostante anni ed anni di abbandono e vandalismo. Non sono un tecnico della materia ma ritengo che, mentre il piano secondo ed il tetto hanno urgente bisogno di ristrutturazione con interventi celeri, il piano che conserva l’arte e la magia di Sammezzano è intatto e potrebbe tornare al suo totale splendore con alcuni interventi mirati”.

MIBACT ATTENTO ALLA QUESTIONE

La Ehm ricorda quindi di aver avuto modo di “incontrare ed interloquire più volte con Stefano Battaglia, segretario particolare del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini”, per affrontare insieme la questione. “Ho avuto anche rassicurazioni che il ministro verrà a visitare il castello quanto prima, ovviamente appena la situazione lo consentirà, e per questo suo interessamento lo ringrazio molto. Il ministero è attento alla questione. Va però ricordato che il castello è di proprietà privata ed è uscito qualche mese fa dalla procedura fallimentare, dunque è fondamentale lavorare e collaborare con i proprietari attuali”, spiega.

"IMPRESCINDIBILE GARANTIRE L'ACCESSO AL PUBBLICO"

La deputata pentastellata spiega infine in che modo il Castello, una volta recuperato e messo in sicurezza, può essere valorizzato. “Sammezzano ha un valore e un potenziale inestimabile ed estremamente vario. Particolare attenzione – sottolinea la Ehm - dovrebbe essere posta sull’aspetto turistico, sulla formazione artistica, sull’attività floro-vivaistica. Il Castello è di per sé un museo e ha sempre goduto dell’attenzione della comunità locale e dei turisti interessati. Garantire dunque l’accesso al Castello per il pubblico è a mio avviso l’obiettivo imprescindibile da raggiungere. Oltre alla struttura principale del Castello, il sito è composto da altri casolari ed altre costruzioni. Alcune di esse potrebbero essere ristrutturate per poi essere sfruttate come laboratorio o come scuola di formazione. Il castello tutto è circondato inoltre da un parco storico di ben 65 ettari. Un patrimonio botanico estremamente raro, con diverse specie arboree distribuite su tutto il parco. Le più famose sono sicuramente le sequoie giganti, ben 57 esemplari adulti e tutti oltre i 35 metri di altezza, tra le quali spicca senza alcun dubbio la sequoia gemella, un tronco doppio gemello di ben 8,4 metri, che sale su fino a sfiorare l’altezza di 54 metri. È dunque la sequoia più alta ed è uno degli alberi monumentali d’Italia”.

Non va dimenticata infine “la necessità di demolire il cosiddetto ‘mostro’, un enorme scheletro di cemento, a poche decine di metri dal Castello, la cui costruzione, mai terminata, è iniziata negli anni ottanta per la realizzazione di un albergo e centro congressi. Oggi è in stato di totale abbandono ed è estremamente pericolosa. Abbatterla significherebbe eliminare una struttura che danneggia anche la bellezza della zona che è – e può esserlo ancora di più – impreziosita dal Castello che la domina”, conclude la parlamentare M5S.

 

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