“L’Istat certifica un divario digitale che genera un mix distruttivo per la coesione sociale, con disuguaglianze di carattere economico e sociale. Non possiamo definire i teen dei nativi digitali soltanto perché utilizzano i social network attraverso gli smartphone, bisogna metterli davvero in condizione di essere una generazione smart.
 Proponemmo pertanto, già nel manifesto del 2019 e in un’audizione in Parlamento sui temi dell’innovazione didattico, la necessità del superamento del digital divide all’interno della nazione, 'ricucendola' sul piano della connettività e dell’accesso al web". Così il presidente dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori Gabriele Ferrieri e i componenti del comitato scientifico Carlo Prosperi e Miro Scariot.

"Un monito che è stato fatto proprio anche dal Presidente del Consiglio nella conferenza stampa di ieri sera, dove ha accennato l’inserimento in Costituzione del diritto alla connessione, come stanno già facendo alcuni paesi. È necessario, quindi, come richiesto del documento di indirizzo 'Connessioni' inviato al ministro Pisano, al ministro Azzolina e al ministro Patuanelli, attuare il Piano Nazionale Scuola Digitale, adottare il libro di testo digitale, istituire un fondo per l’acquisto di piattaforme digitali per famiglie bisognose, sviluppare piattaforme proprietarie della pubblica amministrazione come sostegno alla didattica a distanza, rafforzare sui palinsesti Rai la diffusione della cultura digitale attraverso approfondimenti sui canali dedicati ai giovani e nelle rubriche economiche introducendo campagne di comunicazione dedicate ai temi del digitale verso i target anagrafici della scuola primaria".

"Va, soprattutto in questa fase di utilizzo ampio delle connessioni online, instillata anche un’'igiene' digitale, per stare nella rete con la piena consapevolezza di opportunità e rischi”
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