Aumenta di giorno in giorno la voglia di comunicare vicinanza e speranza, inseme al numero di cori italiani che realizzano e pubblicano progetti virtuali. La coralità ribadisce anche da casa la propria missione: unire le persone nell’amore per l’arte e nel valore della condivisione. Non si tratta di flash mob improvvisati, ma di vere e proprie esibizioni da concerto “in differita”, con i cantori impegnati a cantare insieme, ciascuno dal proprio isolamento. Per alcuni video sono centinaia di migliaia le visualizzazioni in tutto il mondo, mentre like e commenti arrivano anche da grandi nomi del panorama musicale internazionale come David Crosby, Elisa, LP. È un vero e proprio movimento per il diritto a “cantare” la speranza quello che si sta sviluppando da Nord a Sud e che grazie al web comunica con il mondo intero.

La federazione nazionale corale Feniarco ha dato vita pochi giorni fa a una Playlist nazionale che, senza dover andare alla ricerca dei singoli siti e pagine facebook degli autori dei video, permette di trovare nello stesso posto, la pagina www.feniarco.it (ma anche la sua pagina facebook e il canale youtube), tutti i collegamenti ai progetti dei cori associati. REwind è una collezione digitale in continuo aggiornamento, dove di giorno in giorno sarà possibile trovare nuovi contenuti.

Si canta anche nelle zone più colpite: il S.Antonio Davis’s Singers di Bergamo alza il proprio canto dall’isolamento con una preghiera in musica dedicata a tutti coloro che si prodigano “per farci sentire meno soli e più sicuri”, il coro CET di Milano canta la speranza in friulano pensando agli Alpini, mentre il Coro della facoltà di musicologia di Cremona dedica il video alla propria città e lancia il messaggio che “per essere un coro basta voler cantare l’uno con l’altro”, anche a distanza.

C’è chi scrive per i propri cori virtuali, come Ciro Caravano che arrangia l’inno italiano mentre Alessandro Cadario e Fabio De Angelis optano per soluzioni più pop. Si intona Signore delle cime “in ricordo a tutte le persone andate avanti” e si canta in cinese. C’è chi presenta il brano, chi affianca messaggi, ci sono cori regionali e realtà locali, musica pop e contemporanea, grandi classici e idee originali, montaggi che riproducono l’ordine di un’esecuzione da concerto o che cercano regie personali. A volte i cantori appaiono nella loro quotidianità di faccende domestiche e spiritose trovate, tra un freezer che diventa strumento a percussione e una terrazza che fa da palcoscenico. E ci sono anche liceali e studenti di un coro romano che con il loro video volano verso numeri di visualizzazioni da fenomeno virale.

Le esecuzioni sono rigorosamente live, ma ogni cantore (e il direttore) canta da casa propria. Tutta l’Italia canta, a tutte le età, con la comune voglia di far sentire a chi ascolta che si può cantare insieme anche stando lontani e si può sentire un forte senso di vicinanza anche attraverso uno schermo. In un mondo che cambia, la coralità rimane unita.

 

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