Forte campagna comunicativa, incentivi per famiglie e grande sforzo economico al quale l’Europa non può sottrarsi: questi i punti necessari per far ripartire il settore della cultura una volta terminata l’emergenza coronavirus. Lo ha rimarcato il sottosegretario ai Beni culturali, Anna Laura Orrico. 

“Saranno i medici a stabilire quando potremo uscire di casa e tornare nei luoghi della cultura – spiega Orrico intervenuta a Radio Ciroma -. Sicuramente sarà necessario fare una grande campagna promozionale, con i migliori creativi, per ridare fiducia agli italiani e rinsaldare il legame fisico con le opere d’arte o le performance artistiche e musicali. Sarà importante anche dare un aiuto alle famiglie per farle tornare nei musei e nei teatri: penso a un voucher, a una parte del biglietto pagato dallo Stato. Per fare tutto questo servirà un grande sforzo economico da parte nostra, ma anche un supporto solidale dall’Europa”. 

La Ue, afferma Orrico, “deve creare un fondo di solidarietà, soprattutto per un settore così fragile come quello culturale sul quale vanno fatti investimenti e non tagli. Altrimenti non avremmo imparato niente da questa crisi. Su questo anche oggi il ministro Franceschini è stato molto determinato nel rivendicare un raddoppio delle risorse per il Programma Europa Creativa”.

Sarà necessario anche “aprire una riflessione sul mondo dello spettacolo, su ammortizzatori sociali, tutele e contratti per avviare una riforma legislativa – avverte Orrico -. Nel decreto Cura Italia era impossibile per motivi economici venire incontro a tutte le esigenze del settore culturale. Ma per chi non è rientrato negli indennizzi del decreto, dovremo trovare altre modalità per dare supporto e tutela”. 

Novità sono previste per il Fondo unico dello spettacolo. “Ho parlato con il direttore generale dello Spettacolo dal vivo del Mibact, Onofrio Cutaia, il quale mi ha detto che si muoverà per semplificare i meccanismi di erogazione del Fus – annuncia Orrico -. Gli anticipi che di solito vengono dati a giugno, saranno erogati quest’anno ad aprile. La liquidità per chi lavora nello spettacolo è fondamentale ai fini della sopravvivenza”. 

“La chiusura dei luoghi della cultura è stato il momento più triste di quella che è poi diventata un’emergenza sanitaria globale – rivela Orrico -. Perché la cultura è capace di creare un legame sentimentale ed emozionale, è uno spazio all’interno del quale ogni persona ricava un momento per riflettere. Positivo, quindi, che molti di questi spazi si siano trasferiti sul web grazie alle tecnologie digitali che aiutano gli italiani a sopportare il sacrificio di stare chiusi a casa. Ed è anche l’occasione di popolare il mondo del web e dei social con contenuti che abbiano un senso e un’anima”.

Orrico ripercorre le principali iniziative messe in atto dal Mibact. “Sul sito del ministero sono pubblicate le esperienze digitali di musei e parchi archeologici, c’è l’offerta cinematografica dell’archivio di Cinecittà, la possibilità di fare letture interattive e l’iniziativa dei fumetti nei musei. Tutto questo aiuta le giovani generazioni ad avvicinarsi alla cultura”.

Contemporaneamente, ricorda il sottosegretario, “ci siamo dedicati all’ascolto delle problematiche scatenate dalla crisi economica che ha colpito il settore cultura mettendolo a dura prova”. Un sistema, sottolinea Orrico, “particolare e parcellizzato, composto da grandi industrie, numerose imprese culturali molto piccole e il variegato mondo dei lavoratori dello spettacolo con le loro tutele da difendere”.

Terminata l’emergenza, conclude Orrico, “la ripartenza verrà dai nostri territori, innanzitutto perché le persone non potranno spostarsi a lungo raggio. Ma anche perché i tesori più straordinari si annidano nei territori vicino a noi, nei piccoli centri e nei borghi. Il turismo servirà a riscoprire la nostra identità e a comunicarla a chi verrà dall’estero”. 
 

 

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